Rabbia al lavoro. Imparare a gestirla per avere il controllo in ogni situazione.

Tensioni e conflitti sono una parte inevitabile della vita lavorativa. Tuttavia, imparare a gestire le emozioni, come la rabbia, sul posto di lavoro può avere enormi benefici, non solo per noi stessi ma anche per tutta l’azienda.

Una volta raggiunto l’equilibrio emotivo, la produttività aumenta, il lavoro diventa piacevole e più semplice da affrontare. A livello più ampio, le altre persone avranno più piacere a collaborare con noi e tutto il business ne gioverà.

Quando proviamo rabbia?

Potrei scrivere esempi infiniti, ne cito qualcuno: quando qualcuno meno qualificato di noi ottiene una promozione che desideravamo tanto, o un collega si prende il merito per qualcosa che abbiamo fatto noi, oppure un nostro progetto viene respinto e criticato. Queste situazioni faranno arrabbiare, frustrare, deludere, anche le persone più equilibrate.

La rabbia è un’emozione naturale e primarianecessaria per la nostra sopravvivenza. È una risposta ad una minaccia, alla frustrazione, e ci aiuta a combattere per la nostra sicurezza, fornendoci l’energia emozionale e fisica per risolvere il problema.

Quindi, mentre è perfettamente normale sentirsi arrabbiati quando per esempio siamo stati maltrattati, la rabbia diventa un problema quando la esprimiamo in un modo che danneggia noi stessi o gli altri.

Con le nostre emozioni comunichiamo le nostre intenzioni, spesso con maggiore intensità ed efficacia di quanto possano fare le parole.

Come si manifesta la rabbia in ambito lavorativo

Per quanto riguarda i fattori della rabbia sul luogo di lavoro possiamo citare sia le caratteristiche individuali delle persone sia i fattori situazionali legati all’ambiente.

Caratteristiche individuali

  • Irascibilità. Caratteristica delle persone con un tratto della personalità che fa percepire molte situazioni come problematiche e frustranti con la tendenza a reagire con rabbia ad esse.
  • Impulsività. E’ propria delle persone che agiscono rapidamente senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni.
  • Abuso di sostanze. E’ legato al consumo di alcol o stupefacenti che abbassano la soglia razionale legata alla valutazione della situazione consentendo facilmente reazioni colleriche.

Fattori situazionali

  • Giustizia organizzativa. La percezione di ingiustizia, causata da decisioni aziendali che vengono giudicate scorrette dai dipendenti, è tra i fattori più importanti per innescare la rabbia.
  • Stress lavorativo. Può essere la causa di emozioni distruttive come la rabbia. Molte ricerche hanno dimostrato come lo stress incide profondamente sulle manifestazioni di collera da parte dei dipendenti.
  • Aggressioni reciproche. Un’altra causa di rabbia è la rabbia stessa, in quanto la reazione più probabile di fronte ad una aggressione è un comportamento ugualmente aggressivo.

La rabbia viene manifestata in modo differente a seconda dell’interlocutore verso cui si prova questa emozione:

  • nei confronti dei capi spesso si manifesta attraverso sfoghi indiretti e mai diretti verso il proprio responsabile;
  • verso i colleghi la rabbia viene mostrata solo nei confronti di quelli che ci stanno più vicini e con cui abbiamo più confidenza;
  • nei riguardi dei subordinati spesso la rabbia assume una valenza pedagogica, nel senso che può essere una collera enfatizzata per migliorare la performance lavorativa.

Cosa può fare l’azienda

E’ necessario adottare una chiara policy aziendale, che non permetta nemmeno le forme “minori” di aggressività, le più frequenti e meno clamorose. Ciò significa nessuna tolleranza verso condotte di ostilità gratuita o rapporti velatamente minacciosi.

Ma contemporaneamente, e soprattutto, va costantemente stimolata e diffusa una cultura della fiducia nelle persone e del rispetto tra capi e collaboratori.

Cosa possiamo fare personalmente

La rabbia fuori controllo è forse l’emozione più distruttiva che le persone provano sul posto di lavoro. Se hai problemi a gestire il tuo temperamento sul lavoro, imparare a controllarlo è una delle cose migliori che puoi fare se vuoi vivere in modo sereno e funzionale il tuo lavoro.

Se non riesci a controllare la rabbia da solo, lo psicologo è la figura professionale che può supportarti ed orientarti verso la sua gestione funzionale.

4 consigli per gestire la rabbia sul luogo di lavoro

  1. Non cercare di reprimerla. Riconosci che la tua rabbia è legittima e normale. La rabbia è profondamente radicata nel nostro codice evolutivo, è il modo in cui respingiamo i pericoli e le minacce al nostro benessere.  Accettare la tua reazione, piuttosto che reprimerla, ti darà la possibilità di focalizzarti sulla risoluzione dei problemi.
  2. Stacca dal contesto. Appena percepisci l’arrivo della rabbia, può esserti d’aiuto staccare fisicamente dalla situazione scatenante. Allontanarsi dalla propria scrivania per chiamare un amico o fare qualche respiro profondo può aiutarti a non cedere alla tentazione di scaricarla subito istintivamente.
  3. Scopri i fattori scatenanti. Capire chi e cosa ti fa arrabbiare è la chiave per gestire al meglio l’emozione. Prestare attenzione alle circostanze e alle persone presenti quando ti arrabbi è una strategia utile per poter meglio anticipare e gestire le tue reazioni in futuro.
  4. Concentrati sulla soluzione, non sul problema. Non stare a rimuginare su ciò che ti ha fatto arrabbiare, ti fa solo perdere tempo ed energia mentale, lasciandoti bloccato nelle emozioni negative e lontano dalla risoluzione dei problemi.

Per concludere

Voglio concludere l’articolo pensando al lato positivo della rabbia: attraverso le sue manifestazioni controllate si può lottare per affermare i propri diritti e ottenere i risultati sperati. Le manifestazioni di rabbia sono più frequenti in persone che hanno un ruolo importante in un’azienda, e che spesso sono costrette ad alzare la voce per far ascoltare non solo i propri diritti ed esigenze, ma anche quelli degli altri collaboratori.

Bibliografia

Chabot, Come coltivare reazioni emotive intelligenti.

Goleman, Intelligenza Emotiva

Puggelli, Gestisci le emozioni

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