Smart working in emergenza. Come affrontare il lavoro da casa ai tempi del coronavirus.

di Beatrice Andrea Bacci

Dal mese di Febbraio non si parla d’altro che di coronavirus. La questione è sulla bocca di tutti. Il diffondersi di questo virus così nuovo ci obbliga a pensare in modo, altrettanto nuovo, sotto tanti punti di vista. Pensiamo alle conseguenze sulla vita personale, sulla vita lavorativa, sul ruolo che ognuno di noi ha come professionista, lavoratore, amico, compagno, genitore. Ora che abbiamo in mente le conseguenze cerchiamo di spostare il nostro sguardo, il nostro punto di vista, cerchiamo una nuova prospettiva, nuove soluzioni e nuovi modi. In particolare, conciliare vita familiare e lavorativa, può essere di questi tempi una riflessione importante per poter vedere delle sicurezze in questo clima di incertezza generale. 

Cos’è lo smart working?…e funziona davvero?

In questi giorni le modalità di lavoro richieste all’azienda stanno cambiando. Lo smart working sembra essere la soluzione più efficace per poter mantenere le prestazioni lavorative da una parte e seguire le indicazioni per limitare la diffusione del contagio dall’altra. Una scelta quindi che permette alle aziende di portare avanti le proprie attività mantenendo il focus sul benessere non solo dei propri dipendenti ma, in questo preciso momento, sulla collettività.

Lo smart working viene definito dal Ministero del Lavoro come una modalità particolare di rapporto lavorativo dipendente le cui caratteristiche generali sono:

  • assenza di vincoli orari o spaziali
  • un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi.

Gli accordi particolari vengono poi definiti nello specifico tra azienda e dipendente.

Questo assetto è stato pensato per conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della produttività.

Secondo una ricerca presentata dalla School of Management del Politecnico di Milano infatti questa modalità agile di lavoro, garantisce un aumento della produttività del 15%. Tuttavia dobbiamo considerare la natura unica di ciò che sta succedendo in Italia.

Quando lo smart working diventa una necessità

Se fino ad ora lo smart working poteva essere una scelta lavorativa, una questione legata alle proprie skills, e quindi gestibile dal soggetto poiché incline a tale assetto, oggi si verifica, con il nuovo coronavirus, un qualcosa di diverso. Lo smart working è una scelta obbligata e non tutti riusciamo ad orientarci nell’immediato in questo nuovo mondo lavorativo.

Forse è quindi utile avere ben in mente alcune linee guida per poter lavorare serenamente in questo momento di cambiamento.

I 6 consigli per lo smart working ai tempi del coronavirus

Ti proponiamo sei consigli per orientarti nello smart working ai tempi del coronavirus, senza tralasciare le mamme e i papà che hanno i bambini a casa.

1. Mantieni le abitudini

Svegliati più o meno allo stesso orario, lavati e vestiti comodo ma in ogni caso ordinato. Per le donne, truccati! Per gli uomini, cura la barba! Sentirsi al meglio esteticamente aiuta a sentirsi al meglio lavorativamente.

Mangiare ai soliti orari senza concedersi troppo o troppo poco, ti aiuterà a scandire i tempi della giornata.

2. Attivati prima di iniziare a lavorare

Fare qualche esercizio fisico aiuta l’intero metabolismo ad attivarsi e contribuisce al benessere generale. Il nostro corpo e la nostra mente non hanno la possibilità di attivarsi al meglio se passiamo dal letto alla postazione di lavoro immediatamente.

3. Organizza la tua postazione di lavoro

Trova un posto che ti permetta di concentrarti, organizzalo al meglio. Scegli un luogo ben illuminato, che non abbia troppe distrazioni e ordinato. Se non è possibile allestire una stanza apposita per lavorare, al termine della giornata lavorativa elimina la postazione, la vita personale deve continuare senza essere invasa dalla vita lavorativa.

4. Evita l’isolamento

Il contatto, anche se virtuale, con i colleghi è importante per poter lavorare serenamente. Condividere obiettivi e flussi di ragionamento permette di lavorare al meglio senza perdere lo spirito di gruppo aziendale. Mantenere una via di mezzo tra lavoro individuale e lavoro di gruppo, anche se telematico, potrebbe essere una scelta efficace.

5. Mantieni gli spazi mentali

La vita personale e la vita lavorativa, che fino ad oggi erano ben distinte sia in luoghi che in tempi, rischiano di entrare troppo in contatto con un inevitabile invasione di campo se non ci diamo dei paletti. In quest’ottica avere un orario dedicato al lavoro ed un tempo dedicato alla vita personale è importante.

6. E con i figli?

La chiusura delle scuole non aiuta il lavoro da casa che con i bambini diventa ancora più complesso. Per chi non ha aiuti come nonni o babysitter la situazione spesso risulta di difficile gestione. Prendi in considerazione che i bambini nella loro giornata tipo sono iperstimolati a livello di interazioni sociali. Utilizza tutte le attività che normalmente svolgi per poterli coinvolgere in scambi relazionali, ad esempio cucinate insieme, riordinate e pulite casa insieme. In questo modo li accontenterai sia sulla necessità di fare che su quella di condividere. Ti renderanno la vita più facile nelle ore di lavoro in casa. Proponi compiti di creatività da svolgere e dai degli obiettivi, i bambini hanno bisogno di sentirsi valorizzati, capaci ed utili, proprio come gli adulti.

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Per concludere

Avere degli spunti per mantenere dei punti saldi su ciò che fa parte della nostra quotidianità ci permette di non essere sopraffatti dalla paura, ma di concentrarci e vedere soluzioni dove sembrano non essercene. Il lavoro fa parte delle nostre vite, gestirlo al meglio anche in questa situazione ci permette di sperimentare un senso di efficacia che è fondamentale in questo momento di cambiamento.

Bibliografia

Ministero del lavoro e delle politiche sociali

School of Menagement Polimi, Osservatorio Smart Working

M. Neri, Smart Working: una prospettiva critica, TAO digital library

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