Pensionamento e cambiamento. Stereotipi, prospettive e fattori che influenzano un’importante fase (e traguardo) della vita.

di Irene Strada

“C’è un tempo in cui devi lasciare i vestiti, quelli che hanno già la forma abituale del tuo corpo, e dimenticare il solito cammino, che sempre ci porta negli stessi luoghi.

È l’ora del passaggio: e se poi non osiamo farlo, resteremo sempre lontano da noi stessi”.

Le parole di Pessoa, che ben descrivono il concetto di cambiamento, possono essere facilmente applicate a chi è in procinto di andare in pensione. Il pensionamento rappresenta un momento tanto atteso, il raggiungimento di un’Itaca a lungo sognata, ma allo stesso tempo richiede una ridefinizione di sé e della propria identità, generando sovente timori e preoccupazioni.

Andare in pensione ci richiede di spogliarci delle vesti del lavoratore, che sono state nostre per molto tempo e hanno scandito le nostre giornate, ed indossare qualcosa di sconosciuto e meno definito.

Inoltre, i cambiamenti storici e le crisi economiche hanno avuto un impatto significativo sull’andare in pensione. In uno studio del 2017, l’Italia risulta essere lo stato europeo con la più alta prevalenza di over 60 e ciò ha comportato un prolungamento dell’attività lavorativa e una posticipazione dell’età pensionabile.

Ciò fa sì che nell’immaginario collettivo la pensione corrisponda con l’inizio della vecchiaia, con una mancanza di autonomia e con un senso di inutilità.

Gli stereotipi più comuni sul pensionamento

Se pensiamo a quali parole e a quali pensieri associamo all’andare in pensione, avremo un corollario di aspetti contrastanti. Da una parte immagineremo il pensionato come colui che è padrone del proprio tempo, che può dedicarsi agli hobbies e alle attività tanto rimandate e che può godersi in tutta serenità l’affetto dei famigliari. Dall’altra, c’è chi avrà in mente un’immagine più stereotipata del pensionato, ovvero di colui che occupa  le proprie giornate giocando a bocce, guardando i cantieri in costruzione e “perdendo tempo” in attività poco produttive e cognitivamente poco stimolanti.

Per alcune persone, l’interruzione dell’attività lavorativa può essere molto destabilizzante. “Non so più chi sono”, “mi sento inutile”, “sto invecchiando e non ragiono più come prima” sono solo alcuni dei pensieri che chi è in pensione può esplicitare alle persone più vicine.

Basti pensare che nella lista dei 43 eventi di vita più stressanti di Holmes e Rahe, l’andare in pensione si trova al decimo posto.

I fattori che influiscono sulla percezione del pensionamento

Da uno studio che ha visto coinvolti 100 pensionati, si è evidenziato come siano molti i fattori che influiscono su come ogni persona può vivere più o meno serenamente l’andare in pensione.

Alcuni di essi sono:

  • l’importanza nella propria vita del lavoro e degli affetti famigliari.
  • Il momento di vita in cui arriva il pensionamento.
  • Quanto si è soddisfatti dal punto di vista lavorativo.
  • L’aver pianificato il raggiungimento della pensione.
  • Le aspettative riguardanti il pensionamento.
  • Cosa si ritiene che renda una vita degna di essere vissuta.
  • Lo stato di salute.
  • La sicurezza economica.

Dagli studi condotti sui pensionati, sono stati inoltre identificati sei diversi stili di approccio al pensionamento:

  • I Continuers continuano a coltivare le proprie risorse e i propri interessi.
  • Gli Adventurers iniziano a perseguire nuove imprese e sogni irrealizzati.
  • I Searchers esplorano nuove attività procedendo per prove ed errori;
  • Gli Easy Gliders prediligono una quotidianità non eccessivamente schedulata.
  • Gli Involved Spectators desiderano essere indirettamente ancora coinvolti nel lavoro e nelle attività del proprio team.
  • I Retreater si possono distaccare totalmente dalle loro precedenti routine quotidiane oppure possono mostrarsi poco interessati alla vita e apparire insoddisfatti e depressi.

Ogni individuo può presentare più stili combinati e utilizzarne diversi durante la fase della pensione.

4 “regole” da conoscere prima di andare in pensione

Vediamo ora 4 regole che possono aiutarvi a gestire in maniera efficace e serena l’andare in pensione.

1. Il pensionamento non accade, va pianificato.

Anche se la pensione può sembrare un momento ancora lontano, essa richiede un’attenta pianificazione, in modo tale da giungere al pensionamento sufficientemente preparati e consapevoli delle proprie possibilità. E’ importante pertanto programmare un budget che permetta una solidità dal punto di vista finanziario e una visione realistica di come si potrà strutturare la propria vita una volta in pensione.

Ciò permetterà di ridurre l’ansia e quel senso di impotenza legati al timore di non riuscire a vivere con l’entrata della propria pensione o del non potersi concedere le attività che si erano sognate di fare.

2. La pensione richiede una routine.

Dopo una vita trascorsa a pianificare meticolosamente gli appuntamenti in agenda e a guardare affannosamente l’orologio, la pensione può essere felicemente vissuta come la mancanza di impegni schedulati, come una vacanza infinita in cui ci si sente totalmente padroni del proprio tempo.

Tuttavia questa fase di “luna di miele” tende a durare poche settimane e il prolungare eccessivamente l’assenza di una routine quotidiana può diventare controproducente. La libertà iniziale si trasforma gradualmente in noia e la mancanza di obiettivi porta ad un senso di inutilità.

E’ necessario pertanto riorientare e creare una nuova identità, in cui avere degli impegni quotidiani e degli orari più o meno strutturati diventa fondamentale per preservare il proprio stato di salute.

Inoltre, ricordiamo che l’esercizio fisico è sicuramente importante, ma lo è altrettanto la ginnastica mentale. Avere degli appuntamenti da ricordare, il doversi recare in luoghi sconosciuti, risolvere i piccoli problemi quotidiani permettono di tutelare l’integrità delle nostre funzioni cognitive.

3. In pensione si riprogrammano le attività di socializzazione.

Alcune persone si rifiutano di identificarsi nel ruolo del pensionato e di svolgere delle attività che vengono considerate “per vecchi”.

Ciò accade non solo in chi ha svolto un’attività lavorativa importante sul piano sociale ed economico, ma anche in chi ha trovato la definizione della propria identità nel proprio lavoro, garantendosi un riconoscimento sociale e una soddisfazione personale.

Come abbiamo esplicitato, il passaggio alla pensione prevede un inevitabile cambiamento che richiede una rinegoziazione della propria immagine di sé. Ritrovare un senso di appartenenza in attività e gruppi sociali con i quali condividere i propri interessi permette di ridare un senso e un significato in questa nuova fase di vita.

Corsi universitari, gruppi di lettura, incontri in biblioteca, il bar del quartiere, attività di volontariato sono solo alcune possibilità, anche gratuite, nelle quali si possono trovare contesti appaganti e gratificanti dal punto di vista relazionale.

4. Non sentirsi soli e chiedere aiuto quando necessario.

Il pensionamento rappresenta un momento delicato della propria esistenza, per il quale spesso si tende a sottostimare le possibili criticità che si possono incontrare nell’entrare in questa nuova fase di vita.

Se inoltre, il pensionamento è imposto da condizioni fisiche o contrattuali, ciò può generare rabbia e vissuti di depressione, che spesso la persona fatica a legittimare.

Vige infatti l’idea che chi è in pensione, soprattutto in tale momento storico, possa essere un privilegiato e che non ci siano particolari problematiche da affrontare.

Diversi studi hanno indagato come il pensionamento abbia effetti sulla salute mentale, comportando in alcuni casi sintomi depressivi reattivi, e quindi conseguenti, all’essere andato in pensione.

Anche la vita coniugale può subire delle variazioni, soprattutto nel momento in cui uno dei due membri della coppia è pensionato, mentre l’altro è ancora un lavoratore.

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Per concludere

Come in qualunque fase di vita, quindi, il pensionamento può comportare una crisi dal punto di vista evolutivo, per la quale può essere utile un aiuto specialistico, ma può diventare anche un’opportunità di ristrutturazione della propria identità e della propria progettualità.

Bibliografia

Rahe Rh., Meyer M., Smith M., Kjaer G., Holmes Th. Social stress and illness onset. Journal of psychosomatic research. 1964; 8:35‐44.

Nancy K. Schlossberg, EdD, Retire Smart, Retire Happy: Finding Your True Path in Life. APA Lifetools

Magnavita N, Capitanelli I, Garbarino S, et al. Workplace health promotion programs for older workers in Italy. Med Lav. 2017;108(5):396‐405.

Auser

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