Sviluppo di carriera. Investire sulle persone per ripartire dopo l’emergenza covid19.

di Federica Minardi

Investire nello sviluppo di carriera, significa spesso per le aziende dedicare molta attenzione alle componenti individuali che determinano il percorso di crescita, ponendo il focus esclusivamente sulle singole persone. Purtroppo, spesso nel disegnare i percorsi di carriera si pone minore attenzione sull’influenza del contesto organizzativo, benchè gli stessi siano funzionali e strategici allo sviluppo e al benessere organizzativo.

Investire nello sviluppo della carriera.

Infatti, tale sottovalutazione è da considerare come aspetto paradossale, in quanto le carriere delle persone si realizzano in gran parte all’interno di realtà aziendali, gruppi e associazioni.

È possibile infatti affermare che la carriera è il risultato  di una continua interazione tra un individuo e uno specifico contesto organizzativo. Attraverso tale diade le persone si pongono obiettivi, fra i quali realizzare progetti dove poter sperimentare i propri talenti e specifiche competenze, con il fine ultimo di trarre benefici e soddisfazione.

Il ruolo delle organizzazioni nello sviluppo di carriera.

L’analisi delle carriere degli individui nelle organizzazioni ha beneficiato degli studi di Edgar Schein. Egli afferma che i percorsi degli individui nei contesti organizzativi sono complessi processi di socializzazione caratterizzati da un reciproco influenzamento, frutto di una complessa interazione e negoziazione tra individuo e organizzazione.

Ogni persona possiede una maturazione continua lungo le diverse fasi del ciclo di vita. Pertanto, anche in età adulta sono possibili cambiamenti significativi in termini di nuovi atteggiamenti, interessi, bisogni e desideri. Tali cambiamenti sono regolati sia dallo sviluppo individuale che da eventi esterni dati dalle esperienze di vita, pianificate o subite.

Si può infatti trattare di eventi previsti, pianificati e desiderati, come ad esempio può essere il termine di un percorso di studio, affrontare una prima esperienza di lavoro; di successo o di fallimento. Ma anche di eventi accidentali ed imprevedibili che ostacolano il normale percorso di vita volontariamente intrapreso. Ad esempio, subire una perdita della propria occupazione, vivere un evento traumatico o avere un incedente invalidante tale da obbligare a una nuova routine di vita.

La costruzione delle carriere e l’importante ruolo delle organizzazioni ai tempi del Covid19.

Oggi più che mai, si rende inevitabile contestualizzare l’importanza dell’investire nello sviluppo di carriera e nelle competenze degli individui come uno degli elementi prioritari per poter fronteggiare con efficacia l’emergenza da coronavirus.

Tutti i maggiori canali di comunicazione ci inondano di informazioni e aggiornamenti su come l’attuale emergenza sanitaria avrà risvolti drastici portando la società verso una grave crisi economica e finanziaria di medio-lungo periodo.

Come afferma Luca Mazzucchelli, psicoterapeuta e direttore scientifico di Mindwork, l’aspetto dell’emergenza psicologica e dell’essere umano sembra essere rimandata ad altre e successive fasi della ripresa, quasi come importante, ma non prioritaria e alla pari dell’emergenza sanitaria ed economica. In realtà, è più che opportuno, il prima possibile, porre la giusta attenzione al fattore psicologico.

Le persone, nei loro diversi nuclei e ruoli formali ed informali, sono parte attiva e protagonista della vita sociale e familiare. Sono cioè cittadini, dipendenti, imprenditori, dirigenti di aziende private o della pubblica amministrazione, ovvero la forza lavoro centrale della produttività indispensabile per una buona ed efficace ripresa economica. Affrontare troppo tardi l’emergenza psicologica conseguente al Covid19 e alla quarantena della maggior parte della popolazione, potrebbe così essere un errore ancora più grande, portando a un peggioramento delle condizioni e rallentando così i tempi per la piena ripresa economica.

La maggior parte delle aziende e della politica è giustamente preoccupata per il fatturato in forte calo. Concentrandosi, però, esclusivamente sull’aspetto economico, il rischio è di perdere quanto sia invece importante mantenere una corretta gestione delle persone, al fine di garantire produttività e valore.

Il post quarantena: come sono rientrate le persone al lavoro?

Le aziende, oltre ad interrogarsi su nuove possibilità di mercato, già da adesso, dovrebbero domandarsi come sono tornati in attività i propri dipendenti e collaboratori.

Le preferenze occupazionali, gli interessi e le competenze, come abbiamo visto, mutano in un processo continuo caratterizzato dall’invecchiamento e maturazione del soggetto e dagli eventi della vita sociale. Pertanto, a maggior ragione, è da considerare eticamente corretto per il mondo imprenditoriale interrogarsi su come sono tornati a lavorare i dipendenti dopo il periodo di quarantena subita. E’ rimasto tutto come prima? Con molta probabilità no. Questo perché la psiche e la mente delle persone è in costante e continuo sviluppo ed evoluzione. Le persone, infatti, riscoprono nuovi valori, li modificano, prendono delle decisioni a livello relazionale e lavorativo. Oppure, al contrario, possono aver vissuto questo lockdown in maniera fortemente passiva e quindi ritrovarsi in piena confusione e demotivazione.

Agire subito! Prendersi cura delle proprie persone non può essere più rinviato.

Diventa così primario, oggi, non solo rivedere gli obiettivi economici, ma anche rinforzare le soft skill e le capacità necessarie per poter far emergere i propri e nuovi talenti e migliorare la leadership. Nonché aiutare e sostenere le persone che manifesteranno più difficoltà nell’affrontare la fase post quarantena.

Più tardi si prenderanno a cuore tali aspetti, tanto più faticoso e lento sarà il processo di creazione dell’azienda verso il suo rilancio economico e di successo. E’ ora il momento per la psicologia di entrare a gamba tesa dentro alle aziende ed essere realmente alla base dei processi di gestione delle persone. Tanti possono essere i modi e le strategie, come ad esempio organizzare sportelli di ascolto e supporto psicologico, strutturare percorsi di consulenza di carriera, vidoecorsi o webinar per mantenere una formazione professionale e manageriale continua.

L’acquisizione e lo sviluppo delle competenze trasversali, come il project management, il problem solving, la capacità di analisi per poter agire e decidere con flessibilità ed adattamento diventano sempre più fondamentali. Pertanto, è sempre più prioritario per le aziende aiutare le proprie risorse a sviluppare tali competenze al fine di mantenere quel continuo scambio fra individui e organizzazione la cui negoziazione porta inevitabilmente a benefici reciproci.

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4 buone ragioni per le quali le aziende devono avere un ruolo primario nello sviluppo di carriera:

  1. Empowerment organizzativo. Se le persone percepiscono la volontà di investire nel proprio sviluppo, vivranno di conseguenza un vissuto di gratificazione tale da sentirsi più coinvolte, disponibili, entusiaste e meno desiderose di abbandonare l’azienda verso altre realtà.
  2. Talent Management. Scoprire nuovi talenti e valutare come questi possono essere applicabili e coerenti con gli obiettivi aziendali.
  3. Corretta gestione del personale. Pianificare ed organizzare la forza lavoro sul lungo termine per creare la possibilità di inserire le persone giuste nel posto giusto e nel momento giusto.
  4. Brand Management. Un approccio positivo allo sviluppo delle carriere offre alle organizzazioni un vantaggio nel poter attrarre le persone in quanto, con molta probabilità, saranno le persone più competenti ed ambiziose a voler far parte di quell’azienda preferendola ad altre.

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Bibliografia

Fraccaroli, F., Progettare la carriera. Raffaello Cortina Editore.

Video Canale YouTube di Luca Mazzucchelli: Coronavirus ed Emergenza Umana: le persone e le aziende sono pronte per il post quarantena?

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