Smart working e diritto alla disconnessione. Staccare dal lavoro per stare bene.

I benefici dello smart working sono tanti, lo abbiamo scritto e sentito spesso, specialmente negli ultimi mesi vista la pandemia di covid-19.

Tra tanti aspetti positivi dello smart working ricordiamo che:

  • riduce l’inquinamento,
  • favorisce la conciliazione tra professione e vita privata,
  • ci permette di dedicare tempo ad attività che diversamente sarebbe più difficoltoso fare.

Eppure la potenza dell’innovazione tecnologica ha un lato oscuro, che si rivela quando questa è usata male e non è correttamente regolamentata. Tra gli esempi possiamo citare: una chiamata a fine serata, una mail ricevuta in piena notte, un messaggio informale via whatsapp nel weekend a cui non si riesce a dire di no. L’always on, la connessione ininterrotta, è sempre dietro l’angolo.

Smart working ai tempi della pandemia

Nonostante l’esperienza dello smartworking sia valutata da chi l’ha sperimentata in maniera tutto sommato positiva, ci sono ancora molti nodi da sciogliere. Al momento, in moltissime aziende italiane, si dovrebbe parlare di home working e non di smart working. Di agile, infatti, c’è ancora poco. Lavorare da remoto non significa sempre lavorare meglio, anzi spesso è vero il contrario.

L’improvvisazione e la “corsa allo smart working” hanno fatto sì che non sia stato possibile soffermarsi su quelli che sono i potenziali risvolti negativi:

  • la richiesta di disponibilità h24 del lavoratore, che è sempre raggiungibile attraverso gli strumenti tecnologici;
  • il distacco dal posto di lavoro potrebbe portare all’isolamento e alla mancanza di interazione tecnica e sociale con i colleghi;
  • potrebbe presentarsi il rischio di stress a causa di orari di lavoro eccessivi e sregolati.

Cos’è il diritto alla disconnessione dei lavoratori?

Il diritto di disconnessione si riferisce in breve al diritto di dipendenti di disconnettersi dal lavoro e di non ricevere o rispondere a qualsiasi e-mail, chiamata o messaggio al di fuori dell’orario di lavoro stabilito tra il datore di lavoro e il dipendente.

Il diritto alla disconnessione riguarda non solo il diritto di scollegarsi, ma anche quello di non essere “rimproverati” per non essersi connessi.

Rischio di stress e abbassamento della produttività

Oltre a costituire un importante diritto a tutela del tempo libero del lavoratore, il diritto alla disconnessione per i dipendenti in smart working è di fondamentale importanza per prevenire l’insorgenza di problematiche o disturbi legati al lavoro.

La diminuzione o, in alcuni casi, la totale mancanza di separazione fra lavoro e vita privata comporta rischi gravissimi per la salute psicologica dei lavoratori. I principali danni causati possono essere:

  • Tecnostress: ovvero lo stress derivato da un utilizzo lavorativo incorretto delle tecnologie, che porta a sovraccaricare i flussi di informazione generando ansia, insonnia e sintomatologie fisiche come il mal di testa.
  • Sindrome da burnout: ovvero un grave logorio psichico ed emotivo derivato dallo stress lavorativo che può sfociare in disturbi dissociativi, aggressività e svariate problematiche fisiche.

I benefici che hanno le persone in grado di disconnettersi fisicamente e psicologicamente dall’esperienza lavorativa sono rilevati in uno studio pubblicato sul Journal of Applied Psychology. Nello specifico chi riesce a disconnettersi rileva:

  • Meno fatica legata al lavoro.
  • Tassi di procrastinazione molto più bassi.
  • Impegno maggiore sulle attività.
  • Maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata.
  • Maggiore soddisfazione per le loro relazioni lavorative e familiari.
  • Migliore salute mentale e fisica.

3 step per impostare e valutare il diritto alla disconnessione nella tua azienda

Se sei un dirigente o responsabile HR e vorresti regolamentare il diritto alla disconnessione nella tua azienda ecco alcuni consigli pratici per implementare il diritto alla disconnessione per i lavoratori in smart working.

1. Definisci cosa si intende per disconnessione

I  manager e dipendenti devono avere chiari almeno tre elementi principali:

  1. Il diritto di un dipendente a non svolgere attività lavorative al di fuori del normale orario di lavoro.
  2. Il diritto a non subire alcuna conseguenze negativa per non averlo fatto.
  3. L’obbligo per tutti di rispettare il diritto alla disconnessione altrui (per esempio, non inviando email fuori orario).

Il terzo punto spesso è trascurato soprattutto dai manager. È importante, invece, farlo rispettare in quanto essenziale per assicurarsi che non venga attribuita ad un singolo dipendente tutta la responsabilità.

2. Spiega le motivazioni

Un altro aspetto rilevante riguarda la spiegazione del motivo per cui viene regolamentato il diritto alla disconnessione e quali sono i rischi del non farlo.

Comunicare semplicemente che si tratta di un obbligo legale potrebbe far sì che dipendenti e manager vedano il diritto alla disconnessione come una mera necessità legale senza un vero significato. Mentre definire chiaramente lo scopo principale è fondamentale per la sua attuazione.

3. Sensibilizza i manager

I manager giocano un ruolo cruciale nell’implementazione di qualsiasi diritto alla disconnessione. Se un manager continua a inviare email dopo la fine della giornata lavorativa e si aspetta una risposta immediata dai componenti del suo team, questo influenzerà inevitabilmente il comportamento dei dipendenti nel rispettare il diritto alla disconnessione.

Al contrario, quando i manager ricevono una formazione adeguata sull’importanza del diritto di disconnettersi e sull’uso corretto degli strumenti di lavoro, possono garantire che la politica sia seguita dando il buon esempio.

Un consiglio pratico

Qualsiasi sia il tuo ruolo in azienda è fondamentale per tutti imparare a disconnetterci a fine lavoro.

Nel suo libro Drive: The Surprising Truth about what Motivates Us,  Daniel Pink suggerisce di creare un rituale alla fine della giornata lavorativa che può essere un piccolo aiuto o un primo passo per disconnetterci. Questo rituale ricorda che abbiamo il controllo del nostro tempo, indipendentemente da quello che hai fatto durante il resto della giornata:

“Stabilisci un rituale di chiusura. Impara quando smettere di lavorare. Cerca di concludere ogni giornata lavorativa allo stesso modo. Raddrizza la scrivania. Esegui il backup del tuo computer. Fai un elenco di ciò che devi fare domani. “

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Bibliografia

Avallone, F., Paplomatas, A. Salute organizzativa: Psicologia del benessere nei contesti lavorativi. Raffaello Cortina

Pink, D., Drive: The Surprising Truth About What Motivates Us. Riverhead Books

Villa, D., Smart working:istruzioni per l’uso. Trivioquadrivio

Staying well and engaged when demands are high: The role of psychological detachment, APA Psycnet

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