Salute mentale al lavoro. Lo stigma che impedisce di pensare al benessere psicologico.

di Paola Arisci - Psychologists Selection & Head of Blog di Mindwork

Depressione e ansia sono i più comuni disturbi psicologici che hanno un impatto sulla nostra capacità di lavorare e di farlo in modo produttivo.

Alcuni dati

In tutto il mondo, oltre 300 milioni di persone soffrono di depressione (la principale causa di disabilità) e più di 260 milioni vivono con disturbi d’ansia. Molte di queste persone vivono con entrambi i disturbi. Un recente studio condotto dall’Oms stima che depressione e ansia costano all’economia globale 1 trilione di dollari ogni anno in perdita di produttività.

Tutti i ruoli, dal più operativo al più creativo sono inclusi in questa statistica. Tuttavia, la salute mentale tutt’oggi rimane un argomento stigmatizzato.

Perché le persone si sentono a disagio a parlare della loro salute psicologica al lavoro?

Il malessere psicologico porta a più giornate lavorative perse rispetto a qualsiasi altra malattia. Le persone si sentono tendenzialmente tranquille nell’assentarsi dal lavoro se hanno bisogno di recarsi dal dentista o se hanno l’influenza, mentre, quando si tratta della loro salute psicologica, si sentono in imbarazzo a chiedere un giorno libero.

Allora perché mentire e non dire semplicemente che si ha bisogno di un po’ di tempo perché non si sta bene psicologicamente?

La salute psicologica è una questione molto personale, motivo per cui parlarne può mettere a disagio le persone. Esse temono che parlare della propria condizione psicologica permetta alle persone di giudicarle.

Sul posto di lavoro, in particolare, le persone temono che ammettere di avere un disagio psicologico li porterà a lasciarsi sfuggire le promozioni o ad essere visti come meno competenti e di conseguenza ricevere minori responsabilità. Hanno paura che i loro colleghi li trattino male o li escludano da aperitivi, pranzi, e altre attività extra-lavorative.

Perché la salute mentale è ancora un tabù sul posto di lavoro?

Secondo il World Economic Forum, le condizioni di salute mentale impongono un costo impressionante sulla produttività aziendale, con perdite stimate in 16,8 miliardi di dollari all’anno. Eppure la salute mentale rimane ancora un argomento tabù per le aziende. Nonostante tutto quello che sappiamo sulla prevalenza e la natura debilitante delle condizioni di salute mentale, quasi il 60% dei dipendenti non parla con nessuno sul lavoro della propria salute psicologica.

Alcune ragioni di questa disparità sono rivelate in uno studio recentemente pubblicato condotto da SAP, Qualtrics e Mind Share Partners, che indaga la le sfide di salute mentale e dello stigma nei luoghi di lavoro degli Stati Uniti.

Le nuove generazioni sono meglio attrezzate?

La ricerca rileva che le persone vogliono che i loro datori di lavoro parlino apertamente di benessere psicologico. La maggioranza dei partecipanti alla ricerca, tuttavia, ha affermato di non ritenere che la salute mentale fosse prioritaria nella loro azienda. Hanno anche espresso una mancanza di consapevolezza sulle risorse per il benessere psicologico disponibili nelle loro organizzazioni. Alcuni hanno persino affermato di aver paura di utilizzare queste risorse per paura di ritorsioni.

Tra i risultati ottimistici dello studio ci sono i dati che indicano che i millennial e la generazione Z sono più aperti sul tema della salute mentale e del benessere.

Una maggiore consapevolezza è il primo passo per ridurre lo stigma sulla salute mentale.

4 modi per migliorare il benessere psicologico al lavoro

Se sei un HR Director o un CEO e vuoi ridurre o eliminare lo stigma sulla salute mentale nella tua azienda, ci sono alcune cose che puoi fare:

1. Offri strumenti per il supporto psicologico.

Puoi offrire programmi di supporto psicologico per i dipendenti, in modo da consentire una concreta possibilità di confronto emotivo e relazionale. Sapere che esistono strumenti di sostegno messi a disposizione dal datore di lavoro contribuisce di per sé alla realizzazione di un clima aziendale positivo, con un incremento del senso di protezione percepito dal dipendente e un beneficio indiretto anche per chi non usufruisce del servizio.

2. Leader e manager dovrebbero parlare della loro salute psicologica, se sono felici e sereni nel farlo.

E’ comune pensare erroneamente che i problemi di salute mentale riguardano solo profili medio-bassi. Quando manager e leader parlano della loro salute mentale si supera questo pregiudizio.

Nessuno dovrebbe mai sentirsi obbligato a parlare della propria salute sul lavoro. Tuttavia, quando manager e leader si sentono a proprio agio nel farlo, dovrebbero assolutamente condividere la loro storia.

3. Riconosci la differenza tra stress e problemi di salute mentale.

Le aziende a volte pensano di affrontare la salute mentale fornendo istruzioni e supporto ai dipendenti solo ed esclusivamente sulla gestione dello stress. Sebbene lo stress possa innescare i problemi di salute mentale, bisogna distinguere e circoscrivere lo stress nei propri confini.

È importante che lo stress non sia usato come causa principale per l’ansia o la depressione, etc..

Dobbiamo usare le parole giuste per parlare di salute psicologica e dare ad ogni condizione psicologica il giusto nome per prenderne prima di tutto consapevolezza per poi affrontarla e gestirla.

4. Investi nella formazione.

I corsi di formazione sono indispensabili per tutti i dipendenti, e in particolare per i manager, per imparare a nominare, normalizzare e gestire la salute mentale sul lavoro. Non devono diventare degli psicologi, ma devono avere una conoscenza di base degli strumenti che si possono utilizzare per ridurre lo stigma, oltre a una comprensione delle condizioni di salute mentale, della loro prevalenza e impatto sul lavoro e dei modi per riconoscerle.

Chiunque abbia un ruolo di gestione dovrebbe avere una conoscenza di base sufficiente di come funzionano i disturbi di salute mentale comuni per comprendere i potenziali adattamenti. Per esempio una persona con disturbo dell’attenzione e iperattività (ADHD) può avere difficoltà a ricevere più istruzioni contemporaneamente. Di conseguenza, potrebbero aver bisogno di ricevere istruzioni e feedback scritti piuttosto che riceverli solo verbalmente.

Perché è ora di rimuovere lo stigma sulla salute mentale?

Ci sono molti vantaggi nel non stigmatizzare la salute mentale sul lavoro, di seguito le principali.

  • Quando le persone non temono lo stigma o la discriminazione, si sentiranno più a proprio agio nel condividere il proprio malessere, di conseguenza le prestazioni e la fidelizzazione miglioreranno.
  • I dipendenti che si sentono a proprio agio nel parlare di salute mentale condivideranno risorse e suggerimenti che hanno funzionato per loro e possono quindi essere utili per i colleghi in difficoltà.
  • Più persone con problemi di salute mentale raggiungono posizioni di potere nelle aziende, più è probabile che il supporto per la salute mentale abbia la priorità.

Ridurre lo stigma della salute mentale è la cosa giusta da fare se si desidera una forza lavoro fidelizzata e felice. E’ necessario creare un ambiente di lavoro che aiuti le persone a dare il meglio di sé, non si può più aspettare!

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Bibliografia

4 Ways to Destigmatize Mental Health At Work, Forbes

Mental Health in the Workplace, Psychology Today

Research: People Want Their Employers to Talk About Mental Health, Harvard Business Review

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