Oltre la comfort zone. Conoscere i propri limiti per poterli superare.

di Paola Arisci

Se ci pensiamo sin da bambini sperimentiamo dei limiti. I nostri genitori per proteggerci ci pongono delle regole, cercano di preservarci dai pericoli e ci danno dei confini con i quali rapportarci in relazione al mondo esterno.

Conoscere i propri limiti è il primo passo per poterli superare con successo. I limiti rappresentano da una parte il confine della nostra “zona di comfort”, dentro cui ci sentiamo protetti e a nostro agio. Dall’altra, i limiti possono diventare un ostacolo da superare per allargare i confini entro i quali ci sentiamo al sicuro.

La consapevolezza dei nostri limiti non deve rappresentare una scusa per arrenderci davanti ad essi, ma, piuttosto, dovremmo fare di essa un punto dal quale partire per cercare il modo di superarli. Se proprio non si può, conoscere i nostri limiti serve per ridurre al minimo l’impatto negativo che essi hanno sulla nostra vita quotidiana.

Accettare il limite

Tracciare un limite, insomma, non è l’accettazione di una sconfitta, bensì è stabilire il proprio territorio, comprendere dove sono situati i propri punti di forza. E’ il confine di chi siamo e cosa sappiamo fare con consapevolezza.

Quando accetteremo la nostra condizione di esseri umani “imperfetti con dei limiti” avremo capito che:

  • Non possiamo controllare tutto ciò che ci capita nel cammino della nostra vita.
  • Se siamo motivati possiamo provare a fare sempre di più del nostro meglio.
  • Possiamo incrementare le nostre potenzialità se le conosciamo.
  • Dobbiamo accettare i nostri limiti senza criticarci e colpevolizzarci.
  • Possiamo superare i nostri limiti solo dopo averli riconosciuti.

La ricerca dell’equilibrio

Come avrete capito la vera soluzione al problema del limite risiede nel trovare un equilibrio tra l’accettare ciò che non può essere cambiato e invece essere attivi rispetto alle proprie finalità possibili. Ciò può significare, ad esempio, rinunciare al proprio sogno di diventare un calciatore professionista quando ci si accorge di non avere il talento necessario o di non incontrare opportunità sufficienti. Tuttavia, questo non preclude la possibilità di continuare a coltivare l’hobby del calcio per piacere personale e di provare a costruirsi una carriera professionale alternativa altrettanto stimolante.
L’accettazione del limite, quindi, è caratterizzata da un equilibrio costruttivo tra passività e attività, collegato alle aspettative del passato, alle realizzazioni del presente e ai progetti per il futuro (M.C. Gislon).

Nel nostro contesto socio-culturale in cui i messaggi che viaggiano sono “puoi essere quello che vuoi” oppure “puoi superare ogni limite basta solo volerlo”, accettare i nostri limiti può essere davvero difficile e generare una sofferenza psicologica. Molti di noi oggi pretendono da se stessi l’impossibile. Bisogna essere belli, interessanti, simpatici, competenti, dinamici ed energici! Il mancato riconoscimento e la mancata tolleranza dei limiti, può portare a continuare ad inseguire desideri e ideali poco realizzabili o a darsi continuamente standard interni troppo elevati. Tutto questo ha ripercussioni sulla propria autostima, porta a sentirsi cronicamente insoddisfatti e inadeguati e può comportare il rischio di sviluppare disturbi psicologici come ansia e depressione.

Autostima e percezione dei nostri limiti

Strettamente correlato al concetto di consapevolezza dei nostri limiti quindi è proprio quello dell’autostima. E’ necessario definire cosa si intenda effettivamente con questo termine e quali ruoli essa abbia nella nostra capacità di interagire quotidianamente con noi stessi e con gli altri.

Definizione generica di autostima

L’autostima è essenzialmente un’esperienza soggettiva legata più a ciò che ciascuno sente e pensa a proposito di se stesso.

Componenti di una buona autostima

Aumenta e stabilizza il livello di autostima la consapevolezza di sé ed una buona conoscenza della propria competenza personale. Una buona consapevolezza di se stessi permette, infatti, una migliore conoscenza delle proprie capacità, ma anche dei propri limiti, dei propri bisogni ed esigenze imparando ad accettarli e a conviverci senza cercare di manifestare continuamente ciò che non siamo.

Una buona autostima include:

  1. consapevolezza di sé;
  2. accettazione di sé;
  3. assunzione di responsabilità;
  4. rispetto dei propri diritti;
  5. avere obiettivi personali;
  6. coerenza con i propri valori.

Secondo lo studioso Branden “La fiducia in se stessi e l’autostima sono da considerare come un aspetto plastico della personalità, un aspetto che può essere incrementato e che non è dato una volta per tutte e quindi non è né fissa né immutabile.”

Appare evidente di come avere una buona autostima sia necessario affinché si possa realmente essere in grado di raggiungere gli obiettivi nella vita con perseveranza, investendo le proprie energie e le proprie potenzialità.

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Per concludere

La persona consapevole di se stessa è capace di venire in contatto con tutte le parti di sé, anche quelle più “scomode”, non respingendole, ma accogliendole e gestendole per poterle utilizzare quando necessario e tenerle a bada quando possono, invece, creare problemi.

Chi ha stima di sé, infatti, non ha una percezione di sé solo al positivo, ma è consapevole di tutti quegli aspetti più disfunzionali di sé.

Essere consapevoli di ciò che si prova dentro di sé, senza sentirsi sbagliati, è il passo fondamentale per essere padroni di se stessi. (Arthur Schopenhauer)

Bibliografia

A. Christophe, L. François, La stima di sé. Amarsi per vivere meglio in mezzo agli altri. Tea

M.C. Gislon, Manuale di psicoterapia breve. Il pensiero scientifico.

G. Grassi, Autostima fai da te. Strategie non convenzionali per stare bene con se stessi e con gli altri. Rizzoli

R. Guardini, Accettare se stessi. Morcelliana

2 Commenti
  1. Avatar sandra pili ha detto:

    Complimenti per il blog. Molto interessante e in linea con il mio pensiero e i miei interessi. Il lavoro che fai è importante perché chi legge apprende sicuramente qualcosa di fondamentale importanza per migliorare la propria vita.

  2. Il Team di Mindwork Il Team di Mindwork ha detto:

    Grazie per il commento! Ci fa molto piacere che il nostro lavoro sia apprezzato.

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