Attacco di panico al lavoro. Controllare l’ansia per (continuare a) renderla funzionale alla nostra vita professionale.

di Paola Arisci - Psychologists Selection & Head of Blog di Mindwork

Con il nostro stile di vita frenetico e il carico di lavoro in ufficio, è abbastanza comune provare ansia quotidianamente.

Sembra paradossale, ma l’ansia è la migliore amica che abbiamo di fronte allo stress. L’ansia infatti è il nostro sistema di allerta, ci permette di rimanere concentrati e pronti ad agire e ad affrontare le potenziali minacce. Quando è eccessiva, però, l’ansia può provocare alcuni sintomi psicofisici che ci mettono in difficoltà e può trasformarsi in un attacco di panico.

Alcuni dati recenti

Sulla base di un’analisi di Google Trends, gli psicologi hanno scoperto in questo particolare momento storico un notevole aumento nelle ricerche relative ad ansia, attacchi di panico e trattamenti per attacchi di panico.

I ricercatori hanno utilizzato i dati di ricerca di Google per esaminare i trend della salute mentale durante la pandemia COVID-19 e, sulla base di tale ricerca, affermano che gli attacchi di panico potrebbero colpire milioni di persone.

Cos’è un attacco di panico?

Il DSM-5, il manuale diagnostico dei disturbi mentali, descrive un attacco di panico come la comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante il quale si verificano quattro o più di questi sintomi:

  • Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia.
  • Sudorazione.
  • Tremori fini o grandi scosse.
  • Dispnea o sensazione di soffocamento.
  • Sensazione di asfissia.
  • Dolore o fastidio al petto.
  • Nausea o disturbi addominali.
  • Sensazione di vertigine, instabilità, “testa leggera” o svenimento.
  • Brividi o vampate di calore.
  • Parestesie (sensazioni di torpore o formicolio).
  • Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione. (sensazione di essere distaccati da se stessi).
  • Paura di perdere il controllo o di “impazzire”.
  • Paura di morire.

Convivere con gli attacchi di panico

Quando si sperimenta un attacco di panico, il timore di averne un nuovo crea uno stato di tensione e sofferenza che può generare dei sintomi fisici simili a quelli del panico anche se più leggeri ma purtroppo spesso duraturi visto che possono persistere per ore.
La paura di un nuovo episodio spinge ad evitare i luoghi in cui si è avuta la prima crisi, quelli con caratteristiche analoghe, e, più in generale, tutti i posti da cui è difficile allontanarsi  o ricevere aiuto in caso di necessità (condotte di evitamento).
Le situazioni più evitate sono: rimanere in casa da soli, uscire da soli, usare i mezzi pubblici di trasporto, trovarsi in luoghi affollati o troppo isolati.

Alcune persone, nel tentativo di arginare la propria paura e insicurezza,  cercano la compagnia continua di una figura protettiva, in genere un familiare o un amico da cui finiscono con il diventare dipendenti.

Rimedi immediati durante l’attacco di panico al lavoro

Premetto che è sempre consigliabile consultare uno psicologo o un medico se gli episodi di attacchi di panico diventano frequenti o se al seguito del primo episodio si vive con la paura che si ripeta, ostacolando così la vita quotidiana della persona. Di seguito 3 pratici consigli:

1 – Concentrati sulla respirazione

Durante un attacco di panico, il sintomo più comune che le persone sperimentano è la respirazione irregolare che da la sensazione di restare senza fiato.

Prova a fare respiri profondi e concentrati su ogni respiro in modo da calmarti ed abbassare la frequenza cardiaca e rilassare il corpo.

2 – Non lasciare il posto di lavoro

La cosa da non fare durante un attacco di panico è farsi prendere dalla fretta e lasciare il posto di lavoro. E’ normale istintivamente cercare la protezione di un luogo sicuro come la propria casa. Ma questo potrebbe essere pericoloso perché potrebbe diventare più intenso durante il viaggio. La cosa più saggia e prudente da fare è quella di stare a lavoro e attendere di stare meglio.

3 – Informa un collega

Informa subito un tuo collega del tuo stato, in modo da darti supporto emotivo prima di tutto. Informare i propri colleghi su quello che ti è successo anche in seguito, ti farà stare meglio e starai più tranquillo nel caso gli attacchi di panico si verificassero nuovamente.

6 consigli per vivere con meno ansia la vita lavorativa

Come anticipato precedentemente la vita frenetica in ufficio può scatenare in noi ansia e sfociare talvolta in attacchi di panico. Pertanto gestire le nostre ansie e preoccupazioni giornaliere aiutano ad evitare di arrivare a tali situazioni di saturazione. Di seguito qualche consiglio:

  1. Controlla i tuoi pensieri. ” Non riuscirò mai a rispettare questa scadenza!” “Il mio responsabile si aspetta troppo da me” etc… . Spesso siamo vittime dei nostri stessi pensieri, sentiamo che non possiamo liberarcene. Un mio consiglio è quello di scriverli su un foglio in modo da razionalizzarli.
  2. Condividi i tuoi sentimenti. Parla con un collega di fiducia su ciò che ti rende ansioso nel tuo lavoro, potresti scoprire quanti altri tuoi colleghi vivono le tue stesse emozioni. Può essere efficace parlarne anche con uno psicologo in modo che ti fornisca i giusti strumenti per gestire le tue emozioni.
  3. Riposati e prenditi dei periodi di ferie. Quando puoi prenditi delle pause lavorative per disconnetterti dal lavoro e dedicarti a te stesso, ai tuoi cari e alle cose che ti piace fare. Sono tantissime le ricerche scientifiche che affermano quanto sia importante per la tua salute mentale fare pause dal lavoro per stare bene.
  4. Ridimensiona i tuoi obiettivi. Non ricercare la perfezione e non porti degli obiettivi irraggiungibili perchè questo ti fa sperimentare frustrazioni che aumentano i livelli di ansia. È importante non aver paura di fallire.
  5. Favorisci gli incontri di persona o in videocall: sms e email sono spesso causa di cattive interpretazioni nel lavoro (e anche molto spesso nella vita privata!) in quanto non si percepiscono le emozioni e il tono di chi le scrive. Questo comporta molta ansia, pertanto se un problema ti rende particolarmente turbato, non aver paura di avere una conversazione per chiarire le cose.
  6. Gestisci meglio il tuo tempo. Crea ” to-do-list ”, definisci le priorità e sii ordinato. Avere un buon metodo di lavoro aumenta la probabilità di raggiungere gli obiettivi e di ridurre contestualmente lo stress e l’ansia.

Per concludere

Spesso le persone che sperimentano un attacco di panico si vergognano, si sentono a disagio e preferiscono non parlarne. L’isolamento però rende ancora più fragili ed esposti. Parlarne con qualcuno allora è importante perché aiuta a recuperare la calma e non sentirsi soli.

Mi piace concludere l’articolo con il titolo del libro di Giorgio Nardone: “Non c’è notte che non veda il giorno”, una consapevolezza che ci può far stringere i denti e superare i momenti di difficoltà con l’obiettivo di raggiungere il nostro meritato benessere!

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Bibliografia

Nardone G. “Non c’è notte che non veda il giorno”. Tea Pratica

Nardone G. “Paura, panico, fobie”. Tea Pratica

Google shows huge panic attack rise during COVID-19, World Economic Forum

Istituto Superiore di Sanità

Got Pandemic Fatigue? COVID-19 is Taking a Toll on Mental Health, Psychologist Says, The University of Arizona

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