Stupidità funzionale. Quando smettiamo di essere critici sul lavoro.

Leggendo il libro scritto da Spicer e Alvesson dal titolo “il paradosso della stupidità”, certe dinamiche aziendali che ho visto e vissuto sono state rese chiare con tutto il mio stupore! Parlerò in questo articolo di stupidità funzionale, che riguarda la tendenza a ridurre la portata del proprio pensiero e a concentrarsi sugli aspetti limitati e tecnici del lavoro.

Cosa si intende per stupidità funzionale

È quella tendenza, spesso inconsapevole, di impedire alle persone di pensare seriamente a ciò che fanno al lavoro. A tal punto che accade l’inevitabile: quelle persone, con esperienza e dedizione, sono in grado di svolgere il proprio lavoro, ma smettono di porsi domande cruciali su di esso.

Perchè tendiamo alla stupidità funzionale?

Gli autori illustrano quattro aspetti alla base di questo problema:

  • cerchiamo di soddisfare sempre chi detiene il potere nell’organizzazione;
  • sentiamo il bisogno di non causare problemi né di dire ciò che gli altri non vogliono sentirsi dire.
  • spesso passare per “stupidi funzionali” fa sì che le cose vadano più o meno sempre bene: riusciamo a mantenere il lavoro e a farci accettare;
  • nella maggior parte degli impieghi al giorno d’oggi questa è una caratteristica richiesta e necessaria. Per fare carriera o anche solo per non perdere il posto di lavoro, è meglio essere consenzienti, ubbidire e non fare domande su quello che si fa.

Ci sono anche aspetti positivi

Anche se può sembrare strano, spegnere parti del proprio cervello sul luogo di lavoro ha spesso dei vantaggi. Quando subentra la stupidità funzionale le persone vengono dispensate dal gravoso compito di utilizzare tutte le loro risorse cognitive. Non vengono visti come persone che assillano con troppe domande, sono più produttivi e avanzano più facilmente nella scala gerarchica. I vantaggi sono anche per l’intera organizzazione: ignorando le incertezze, contraddizioni e argomentazioni illogiche diffuse si riesce a fare in modo che le cose procedano in maniera regolare. Si riducono i conflitti e si crea un clima di armonia.

Le manifestazioni della stupidità funzionale vanno dalla soppressione delle funzioni cognitive alle carenze motivazionali, alla mancanza di ragionamento emotivo fino all’affaticamento dei principi morali.

Il paradosso

Le persone spesso invece di porre domande, obbediscono agli ordini. E quando sono in balìa di questo tipo di stupidità, diventano eccellenti “nel fare cose che producano una buona impressione”. Si può portare a fare lavori senza senso e non produttivi: scrivere piani, spuntare elenchi, prendere parte a riunioni interminabili.

Spesso sono le aziende stesse a incoraggiare questo atteggiamento, perché, indubbiamente, persone che non pensano troppo e non fanno domande, sembrano più facili da gestire e da controllare. Nel breve periodo, un mero esecutore fa decisamente più comodo di un lavoratore che ponga continue domande e che cerchi di arrivare al perché delle cose.

Le persone hanno a disposizione innumerevoli mezzi per incrementare la stupidità funzionale. Tra questi vi sono la cultura, le iniziative di branding, i riferimenti alle migliori pratiche del settore, le strutture e i sistemi organizzativi, nonché la leadership. Le organizzazioni vogliono che si accettino le cose che potrebbero essere messe in discussione: visione, strategie, idee che vanno di moda, iniziative di cambiamento, strutture e procedure di gestione delle risorse umane, etc… Mettere in dubbio queste cose potrebbe portare a pluralismo, conflitti, confusione e indecisione. Per gestire tali minacce è talvolta necessaria una gestione della stupidità.

Auto-instupidimento

Le persone intelligenti capiscono in fretta quando una modalità di pensiero più ampia non paga. Quando ciò accade viene messa in atto una “autogestione della stupidità”. I dubbi vengono messi da parte, la critica viene censurata, le ambiguità e le contraddizioni vengono rifiutate. Si genera così un senso di fiducia e ottimismo. Alla fine si inizia istintivamente ad evitare situazioni che potrebbero generare dubbi o suscitare critiche e di conseguenza cominciamo a sentirci in linea con la faciloneria che ci circonda. Si può quindi star tranquilli perché non si sarà il diverso che dovrà affrontare la disapprovazione dei colleghi e dei responsabili e ci si può sentir un buon membro dell’azienda.

La gestione della stupidità funzionale

Ci sono molti modi in cui i manager cercano di incentivare la stupidità funzionale, le più comuni son quattro: autorità, seduzione, naturalizzazione e opportunismo.

Autorità

Si verifica quando un manager utilizza la propria posizione formale nella gerarchia e la propria capacità di attribuire punizioni e ricompense. Il rispetto per l’autorità è sentito maggiormente nei neo assunti che vengono scoraggiati a pensare troppo. Viene ricordato che “il capo sa cosa bisogna fare” pertanto i subalterni devono obbedire alle politiche e alle direttive.

Seduzione

I manager cercano di persuadere le persone presentando loro idee o situazioni attraenti. Una raffica di parole d’ordine, un’eccellente presentazione in Power Point e un consulente ben vestito possono facilmente distrarre dalla mancanza di sostanza. Essere sotto incantesimo piace e fa star bene a tutti. Essere positivi, presumere che il cambiamento sia sempre benefico ed elogiare l’eccellenza dell’organizzazione sono parte integrante di questo.

Naturalizzazione

Il trucco del mestiere di molti manager è quello di far apparire la pratica più strana qualcosa di naturale. Le ipotesi che vengono fatte all’interno di un’organizzazione, la sua visione della realtà e i suoi principali scopi devono essere dati per assodati. Perciò i manager della stupidità fanno il possibile per convincere i colleghi che “questo è ciò che abbiamo sempre fatto” o “questo è quello che fanno tutti”.

Opportunismo

Un pizzico di gestione della stupidità può aiutare gli opportunisti a mascherare il puro interesse personale e a mostrare interesse per idee vuote se c’è un fine che li riguarda. La stupidità funzionale può essere un buon modo di ridurre le sensazione spiacevoli che accompagnano l’opportunismo delle persone.

A seconda del tipo di organizzazione predomina una di queste tecniche. Nelle organizzazioni gerarchiche come per esempio le forze armate l’esercizio delle autorità è utilizzato per incoraggiare le persone a non pensare troppo. In un’azienda in cui domina una leadership trasformazionale è la seduzione la tecnica principale. Facendo leva su grandi visioni e prospettive future riescono a non far pensare le persone e a farle credere incondizionatamente. In molte organizzazioni in cui predominano la tradizione o le convenzioni, come gli enti pubblici, è comune la naturalizzazione. Fare quello che si è sempre fatto o fare quello che fanno tutti glia altri può essere motivo di serenità. Società che offrono servizi professionali possono far leva sull’opportunismo, per esempio un consulente potrebbe ignorare i problemi che un cliente potrebbe dare all’azienda per il fatto che gli abbia fatto stipulare un contratto vantaggioso per lui.

Eliminare la stupidità

Alvesson e Spicer indicano possibili processi per spingere le persone verso il pensiero critico, e soprattutto in ambito aziendale, per oltrepassare i “territori di stupidità”.

Routine riflessive

All’interno di un gruppo di lavoro o di studio, è consigliato fare domande critiche o di riflessione una volta alla settimana o al mese.

Gli avvocati del diavolo

È difficile riuscire a fare domande critiche, perché spesso il nostro giudice interiore le elimina prima ancora di esprimerle. Si può nominare un critico di professione, noto anche come ‘avvocato del diavolo’, con il ruolo di mettere tutto in discussione per aumentare la qualità di analisi.

Post-mortem

Raramente impariamo dai nostri errori, perché quando le cose vanno male, cerchiamo il modo di nasconderle. Perché allora non guardare ciò che è andato storto da una distanza maggiore per notare che magari è un buon punto di partenza per un altro sentiero.

Pre-mortem

E’ importante prevedere il corso degli eventi in chiave positiva e negativa fin dalle origini di qualsiasi progetto. E’ meglio generare soluzioni preventive.

Nuovi arrivati

Nelle organizzazioni capita che le persone nuove portino una prospettiva più fresca, cioè vedono cose che i veterani non sono in grado di vedere. Sarebbe utile interrogare e ascoltare queste persone in un ottica di miglioramento.

Gare e giochi

I giochi sono uno strumento eccezionale per sradicare la stupidità. Il ‘bingo delle cavolate’ ne è un esempio: le persone sono incentivante a rilevare affermazioni insensate e prenderne nota, il primo che ne trova dieci vince un premio!

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Per concludere

Spesso purtroppo ci adagiamo del tutto in questa presunta idiozia finendo col sostenere un sistema che si mantiene, che sopravvive, ma che non avanza. Questo contesto ci porta a sentirci frustrati e infelici.

La stupidità funzionale che impera in molte delle nostre organizzazioni colpisce soprattutto professionisti competenti e brillanti il cui talento viene miseramente sprecato. Tutti noi potremmo dare molto di più se le condizioni fossero più favorevoli.

L’obiettivo davvero utile per le organizzazioni è raggiungere un miglior equilibrio tra funzionalità e stupidità anche se sicuramente ciò non è per nulla facile!

Bibliografia

M. Avesson, A. Spicer, Il paradosso della stupidità. Cortina

C. Dweck, Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo. Franco Angeli

P. Fleming, Resisting work, Temple University Press

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