Leader si nasce o si diventa?

di Paola Arisci

Molto spesso, durante i miei corsi formativi inerenti la gestione delle risorse umane, la domanda “leader si nasce o si diventa” è stata, e continua ad essere, una costante. Mi sono anche chiesta il perché di tanta curiosità e sono giunta alla conclusione che si cerca di capire quanto potere personale abbiamo nel diventare leader. Questo perché la convinzione di come le persone diventano leader influisce sul modo in cui pensa alla leadership e allo sviluppo della leadership.

Alcune persone pensano che leader si nasca, ossia si possiedono naturalmente l’intelligenza sociale e il carisma. Altre credono che leader si diventi, ossia si possono costruire le abilità con la pratica, l’esperienza e il mentoring.

Quindi, leader si nasce o si diventa?

Sono veri entrambi i pensieri. I ricercatori hanno scoperto che i leader nascono con i loro talenti in parte attraverso la genetica, ma soprattutto lo diventano attraverso il duro lavoro e la persistenza. Infatti, uno studio da The Leadership Quarterly  sull’ereditabilità (cioè le abilità innate) e lo sviluppo umano (ciò che si apprende lungo la strada) ha stimato che la leadership è del 24 percento di natura genetica e del 76 percento acquisita.

Cosa si intende per leadership?

Mi piace il confronto che l’autore Leo Ferrante, nel suo libro “Leader si diventa”, fa tra gli alberi e i leader: entrambi a volte simili tra loro esteriormente, sono di fatto unici in tutti gli altri aspetti. Esistono una miriade di specie diverse di alberi nonché  stili di leadership. Sia gli alberi che i leader devono sapersi adattare all’ambiente in cui vivono per riuscire a sopravvivere e a prosperare. Entrambi evolvono e cambiano nel corso della propria esistenza. Come negli alberi ci sono le radici, così ognuno di noi possiede qualità acquisite alla nascita, e come negli alberi ci sono i frutti, così ognuno di noi possiede qualità allenabili con la pratica.

La leadership è dunque la somma delle qualità innate e delle caratteristiche allenabili in ognuno di noi.

Gli ostacoli che possiamo trovare sono i pensieri come “sono fatto così”oppure “le vecchie abitudini sono dure a morire”, così funziona il flusso di pensiero prestabilito nella nostra cultura: il nostro potenziale è definito biologicamente, una volta che il cervello raggiunge la maturità è totalmente inutile cambiarlo. La convinzione che noi non siamo altro che i nostri geni è uno dei miti più pericolosi della cultura moderna. Fortunatamente gli studi sulla plasticità del cervello e come si modifica in base alle nostre esperienze a qualsiasi età stanno andando avanti e stanno dando molte conferme a riguardo.

Come posso diventare un buon leader?

Una volta appurato che posso “allenarmi” per diventare leader, vediamo come fare in concreto. Sicuramente il primo passo da fare è prendere atto dei propri limiti e delle proprie potenzialità, perché la consapevolezza delle proprie capacità è qualcosa che non può proprio mancare a chi si candida a diventare leader. E non solo: un buon leader è colui che tende sempre a migliorarsi.

Di seguito i tratti comuni di un leader sul quale si può intervenire con lo studio e la formazione:

–  Coscienza di sé: essere pienamente coscienti delle proprie capacità, della propria intelligenza e dei propri limiti.

–  Credibilità: ovvero fiducia da parte dei propri collaboratori. La coerenza e l’onestà sono alla base di questo aspetto.

–  Empatia: capacità di ascoltare e capire gli altri.

–  Comunicazione: capacità di farsi capire.

–  Visione: il leader sa quali saranno gli obiettivi da raggiungere e ha la capacità di trasmettere questa sua vision al proprio team.

 

5 consigli pratici per diventare un buon leader

  1. Trova la tua motivazione. Avere una tua ragione valida per guidare un gruppo è fondamentale. Avere solo le abilità non è sufficiente.
  2. Segui i leader efficaci. Si può imparare molto studiando le abitudini e le azioni dei leader di successo.  Pensa ai leader che hai incontrato nella tua carriera e quali azioni hanno intrapreso per renderli così efficaci.
  3. Trova opportunità di leadership. Valuta la possibilità di cercare piccole opportunità per condurre un gruppo dentro e fuori dal tuo lavoro. Puoi usarla come un’opportunità per allenare le tue capacità.
  4. Pratica, pratica e ancora pratica. Anche gli atleti con abilità eccezionali devono allenarsi ogni singolo giorno. Trova il tempo per esercitare le tue capacità di leadership ogni giorno.
  5. Ascolta e ottieni feedback. Un modo per migliorarti come leader è guardare i risultati e chiedere agli altri di valutarli. Chiedi al tuo gruppo di valutare la tua efficacia. Oppure se hai un mentore discuti con lui di ciò che puoi migliorare.

Per concludere leader si nasce e si diventa: la genetica, l’intelligenza emotiva e la flessibilità sono tutte caratteristiche che racchiudono in loro la chiave del successo di un leader. Si tratta, dunque, di alcune caratteristiche innate altre apprese, ma l’ingrediente essenziale è saperle condire.

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Bibliografia

Boyatzis, R. E., Rochford, K., and Jack, A.J. (2014). Antagonistic neural networks underlying differentiated leadership roles. Frontiers in Human Neuroscience.

De Neve, J. E., Mikhaylov, S., Dawes, C.T., Christakis, N. A., Fowler, J. H.(2012). Born to Lead? A Twin Design and Genetic Association Study of Leadership Role Occupancy. Leadersh Q., 24:45-60.

Greaves, C. E., Zacher, H., McKenna, B., & Rooney, D. (in press). Wisdom and narcissism as predictors of transformational leadership. Leadership & Organization Development Journal.

Ghadiri, A., Habermacher, A., Peters, T. (2013). Neuroleadership: A Journey Through the Brain for Business Leaders (Management for Professionals). Springer.

Goleman, D. (2000). Leadership that gets results. Harvard business review.

Goleman, D., Boyatzis, R., & McKee, A. (2013). Primal Leadership, With a New Preface by the Authors: Unleashing the Power of Emotional Intelligence. Harvard Business Press.

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