Lavorare in gruppo. Come e perché l’efficacia di un team dipende dalla fiducia tra i suoi membri.

di Michele Accettella

Dice un proverbio africano: “Se vuoi andare veloce corri da solo; se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno”.

Il lavoro di squadra

Il lavoro di squadra – è bene ricordarlo sempre – rappresenta la condizione necessaria per il raggiungimento di obiettivi importanti. E’ una condizione essenziale, oltre ad essere un modello fondamentale per la propria crescita personale e professionale.

Alla base di questo modello del lavoro di squadra c’è la fiducia che sancisce buona parte della riuscita o meno dell’efficacia del gruppo e del raggiungimento di un obiettivo condiviso. Si tratta di una dimensione indispensabile e per niente scontata che vale la pena di osservare e alimentare in tutti modi possibili.

La fiducia

I tasselli della fiducia si uniscono e si incastrano uno ad uno all’aumentare delle esperienze condivise. Contemporaneamente, il comportamento del singolo durante tale esperienza lavorativa farà emergere valori, principi, ottiche, punti di vista, elementi caratteriali che andranno a creare l’idea della persona nella quale riporre più o meno fiducia.

In una situazione di gruppo, la trasparenza, il rispetto, l’apertura e l’ascolto rispettoso e senza giudizio sono alla base della costruzione della fiducia. Una persona coerente e capace di mantenere gli impegni prefissati sarà vista come una persona di cui ci si può fidare.

Una comunicazione aperta tra pari, inoltre, faciliterà processi creativi di miglioramento personale e lavorativo.

Sono questi tutti piccoli tasselli che posti alla base di un rapporto costruttivo lavorativo basato sulla fiducia porterà al raggiungimento di traguardi importanti, crescita e soddisfazione.

Come si costruisce la fiducia?

Quando parliamo di fiducia parliamo – come scrive Umberto Galimberti – di uno stato rassicurante che deriva dalla persuasione dell’affidabilità del mondo circostante percepito come ben disposto verso di noi.

Si tratta di uno stato emotivo, derivato da una serie di esperienze che hanno definito l’apprendimento di una certa prevedibilità circa i comportamenti degli altri e del mondo circostante a tal punto da sentire di essere ben voluti e considerati positivamente.

La fiducia si costruisce attraverso chiare e ripetute azioni che confermano le aspettative pronunciate all’interno della relazione con l’altro.

Più le aspettative verso l’altro sono sistematicamente confermate dal suo comportamento maggiore sarà il grado di fiducia riposta in quella persona o in quel gruppo. E questo vale soprattutto quando ci si trova a lavorare all’interno di un gruppo di lavoro.

In quest’ultimo caso diventa fondamentale investire tempo e risorse per la creazione di un condiviso stato di reciproca fiducia tra tutti i membri del team.

La scelta vincente del modello cooperativo basato sulla fiducia

Una problematica che può presentarsi facilmente nella dinamica del lavoro di gruppo è la mentalità individualista da parte di uno o più componenti: oggi siamo abituati a pensare che l’individualismo, inteso come l’essere focalizzati su di sè, le proprie potenzialità ed il proprio ego, sia sinonimo di successo e che sia una caratteristica efficace per realizzarsi nella propria professione. Purtroppo l’individualismo può invece portare ad un aumento del proprio livello di stress e stanchezza. La ricerca del successo personale e quello della competizione quindi possono facilmente diventare controproducenti, soprattutto se si lavora in una dinamica d’equipe, diminuendo drasticamente il crearsi della fiducia tra colleghi.

La chiusura, infatti, nei confronti della collaborazione, anche se il soggetto in questione è una persona molto preparata, porta comunque meno risultati rispetto ad una persona che nonostante abbia strumenti e competenze minori ha uno spirito aperto, collaborazionista e altruista.

Non si può basare tutto il lavoro o la realizzazione di una carriera solo sui propri risultati. E’ per questo che saper instaurare un buon rapporto di fiducia tra colleghi sul posto di lavoro è di fondamentale importanza: permette la creazione di legame forti, importanti e “fruttiferi”.

Ma allora come possiamo diventare lavoratori meno individualistici? Lavoratori aperti al dialogo, all’ascolto degli altri? Lavoratori nei quali riporre fiducia e allo stesso tempo essere pronti a concederla?

Ci sono una serie di punti imprescindibili per la costruzione di un sano rapporto di fiducia:

  • Dialogo, trasparenza e condivisione
  • Attenzione e coerenza
  • Gentilezza
  • Gioco di squadra
  • Sana ambizione

Alla base di un rapporto di fiducia, vi è il dialogo aperto e, soprattutto in una dinamica lavorativa,  la condivisione delle proprie competenze.

Sarebbe quello di uno spirito aperto al dialogo, all’ascolto, alla trasparenza e alla condivisione, il jolly per la creazione ed il consolidarsi di un rapporto di fiducia e, di conseguenza, per la creazione di un’atmosfera positiva sul posto di lavoro.

Anche la capacità di saper vedere i colleghi, fare attenzione alle loro debolezze e saper valorizzare i loro punti di forza alimenta il rapporto di fiducia reciproca, volto al raggiungimento di obiettivi comuni e crescita collettiva. La qualità dei rapporti umani è di fondamentale importanza e valori come la coerenza, intesa soprattutto come capacità di portare a termine il proprio lavoro ed essere fedeli a ciò che si dice, migliorano l’immagine di squadra andando inevitabilmente a migliorare il senso del valore in questione.

Quando il lavoro di squadra dilata il senso della soddisfazione individuale

Il gioco di squadra, tassello importantissimo, passa non solo nella consapevolezza che il risultato finale dipende dal buon lavoro di ogni componente del gruppo, ma anche dall’integrazione del singolo e al sapersi costantemente aiutare.

Un leader o lavoratore gentile e disponibile non significa però ingenuo.

Ciò significa comprendere il profondo significato del saper dire di no; di far passare un rifiuto, un rimprovero, come insegnamento.

Tutto questo infatti si concilia e va conciliato con la sana voglia di fare carriera.

L’ambizione e l’altruismo infatti non sono affatto incompatibili. 

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Anche se ci sono lavoratori che pensano alla carriera come ad una lotta l’uno contro l’altro, l’aiuto reciproco è la chiave vincente a migliorare la fiducia, il profitto ed il benessere.

Sarebbe quindi questa la mentalità, l’antidoto al lavoratore individualista e poco concentrato sul gruppo.

Infine, è fondamentale comprendere come tutti questi aspetti elencati si rivelino durante un’esperienza lavorativa condivisa e che per quanto possa essere importante, la fiducia è un sentimento che non può essere imposto, non importa quanto rilevante sia la posizione lavorativa ricoperta.

L’importanza della fiducia per lo smart working

Porre davanti agli occhi dei colleghi gli immensi benefici che un rapporto di fiducia reciproca porta, potrebbe essere una valida tecnica per impiantare una mentalità che piano piano dovrebbe farsi spazio nelle dinamiche lavorative di oggi.

Lo stesso smart-working avrebbe dei risvolti ancora più positivi: lavorare infatti con la tranquillità e la consapevolezza che il tuo datore di lavoro o il tuo collaboratore si fidi di te, svolga tutte le mansioni e sia onesto, creerebbe un circolo in cui i risultati, la motivazione e il benessere porterebbero a traguardi e ad uno stato di rilassatezza che risulterà, nel breve e lungo periodo, più che produttivo.

Per concludere

La fiducia va sempre conquistata con naturalezza, il lavoratore deve mostrare la sua essenza e la sua mentalità, con i propri punti di forza e le proprie debolezza. Sempre però con onestà, correttezza ed umiltà.

Dovremmo allora iniziare a credere che il valore della fiducia, inteso sotto tutte queste sfaccettature appena analizzate e descritte, sia davvero una chiave di lettura vincente per una dinamica lavorativa e profondamente arricchente a livello personale.

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Bibliografia

Galimberti, U., Nuovo Dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze. Feltrinelli Editore.

Luhmann, N., La fiducia. Il Mulino.

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