HR e benessere psicologico. Come e perché la pandemia lo ha reso una priorità per le Risorse Umane.

La pandemia Covid-19 è un evento che sta mettendo in luce i difetti intrinseci del nostro sistema e sta costringendo i leader e gli HR nelle aziende di tutto il mondo a valutare se il modo in cui vengono gestiti i team è il migliore o va cambiato.

Le Risorse Umane si sono trovate a dover gestire in prima linea l’emergenza. Si sono avventurate in un contesto sconosciuto e si sono sforzate di aiutare i lavoratori ad adattarsi e ad affrontare i cambiamenti che si stanno verificando nel lavoro e nel contesto sociale. L’emergenza in atto sta inevitabilmente modificando le priorità degli HR. Una di queste è l’attenzione alla salute mentale e al benessere dei dipendenti.

Perché è così importante per gli HR occuparsi della salute psicologica delle persone?

Concentrarsi sulle persone è uno degli aspetti più importanti per gli HR. Gran parte della nostra vita viene trascorsa al lavoro e la nostra stessa identità è in parte legata a ciò che “facciamo”.  Il lavoro svolge un ruolo vitale nel nostro benessere emotivo, sociale e fisico ma talvolta può essere causa di disagio o aggravare delle situazioni di disagio già presenti.  L’OMS stimava, a livello globale, prima della pandemia, che 264 milioni di persone soffrivano di depressione, una delle principali cause di disabilità, e molte di queste persone soffrivano anche di sintomi di ansia. Un interessante studio condotto dall’OMS stima che la depressione e i disturbi d’ansia costano all’economia globale 1 trilione di dollari all’anno in perdita di produttività. Di conseguenza creare un ambiente di lavoro attento alla salute mentale dei dipendenti è vantaggioso per una serie di motivi. Ecco i 2 principali:

1. Migliora la produttività e diminuisce il turn-over.

Numerosi studi mostrano che la perdita di produttività lavorativa è tra i principali determinanti della cattiva salute mentale. Riconoscere e promuovere la salute mentale nei luoghi di lavoro riduce il turnover e l’assenteismo. Sarà il nuovo standard in base al quale verranno giudicate le aziende non solo da dipendenti e candidati ma anche dai clienti. E poiché determinerà la capacità dell’azienda di reclutare i migliori talenti e di mantenere il coinvolgimento dei dipendenti, avrà un impatto significativo sulle prestazioni e sulla redditività dell’azienda. Le persone che si sentono supportate hanno maggiori probabilità di lavorare in modo produttivo e rimanere con un’organizzazione più a lungo.

2. Promuove la diversità.

La salute psicologica riguarda ognuno di noi. Supportando il benessere psicologico di tutte le persone, le aziende creano un ambiente di lavoro più ricco e diversificato e che comprende meglio le esigenze di una vasta gamma di clienti. A loro volta, le persone si sentono nutrite e considerate, consentendo loro di avvicinarsi alla vita lavorativa con maggiore sicurezza. La stabilità del lavoro fornisce una struttura e una routine importanti nella vita di tutti i giorni che ha un effetto importante in altri aspetti della vita e contribuisce ai sentimenti di inclusione sociale.

La salute psicologica dei lavoratori durante il Covid

L’attuale Pandemia è un’emergenza sanitaria, economica ma anche psicologica. Uno studio condotto in Spagna durante la pandemia (Ruiz-Frutos et al., 2021) ha messo in evidenza che il 65.2% dei lavoratori (non sanitari) intervistati manifestava sofferenza psicologica ed in particolare le donne ed i lavoratori più giovani.

Da una recente ricerca svolta da Bva Doxa per Mindwork per valutare il benessere psicologico dei lavoratori italiani è emerso che il 40% degli intervistati non è del tutto soddisfatto della propria situazione professionale. Per tre lavoratori su quattro, le sensazioni maggiormente sperimentate nel quotidiano sono quelle legate ad ansia e stress. In particolare, le più ricorrenti sono: incertezza (45%) e preoccupazione (39%) con una distribuzione omogenea su tutto il territorio nazionale e per tutti i livelli socio-demografici. Sempre secondo i dati di tale ricerca il 37% degli intervistati ha lasciato il lavoro per problematiche emotive legate all’ambiente di lavoro.

6 consigli per gli HR per migliorare la salute ed il benessere dei dipendenti?

1. Approccio incentrato sui dipendenti.

Gli HR manager dovrebbero parlare ai propri dipendenti per capire come sono cambiate le esigenze durante la pandemia e cosa manca rispetto a quello che viene offerto.

2. Cercare l’aiuto dei manager.

In ambito lavorativo c’è ancora reticenza da parte dei lavoratori a parlare del proprio disagio psicologico. Gestire la salute emotiva e mentale dei dipendenti richiede che i leader diano l’esempio con azioni semplici. Ad esempio, i leader possono condividere testimonianze settimanali, spiegare come stanno affrontando gli effetti che la crisi COVID-19 ha su di loro e sui loro cari.

3. Comunicare efficacemente.

Prima della pandemia, i tassi di partecipazione dei dipendenti ai programmi di benessere erano generalmente bassi perché i dipendenti non erano a conoscenza dei vantaggi disponibili e di come accedervi. I leader delle risorse umane possono utilizzare eventi virtuali per comunicare nuovi messaggi e pubblicizzare gli attuali vantaggi disponibili e aiutare i dipendenti a esplorarli facilmente. È importante che le aziende orientino le loro strategie di comunicazione per creare e produrre messaggi che possano avere un impatto durante questa crisi e supportare i dipendenti.

4. Approccio personalizzato.

In passato il settore HR si è concentrato molto sulla standardizzazione e sulla formazione di una strategia a misura di tutti. Negli ultimi anni la tendenza si sta spostando verso un approccio personalizzato che pone al centro le esigenze, i desideri e le competenze individuali di ogni dipendente. In uno scenario di crisi, ogni individuo risponde in modo diverso. Nel contesto coronavirus, la personalizzazione avrà un ruolo importante nel superamento della crisi. Qual è il modo migliore per ogni dipendente di lavorare? Una volta tornati in ufficio a turni, quale turno è più adatto a ciascun dipendente?

5. Dare fiducia.

Vi è nei contesti di lavoro più tradizionali e nella funzione HR l’abitudine al  controllo dei lavoratori. In parte, l’ufficio rappresenta un modo  per tenere sotto controllo i dipendenti e renderli responsabili. In realtà presenza e produttività non sono sinonimi. L’ufficio ha fornito un falso senso di controllo. Con l’adozione “forzata” del lavoro a distanza questa sensazione di controllo è svanita e i manager devono creare fiducia e imparare a fidarsi.

5. Gestire la persona nella sua totalità.

Il lavoro a distanza attraverso riunioni su zoom ha permesso di vedere i propri dipendenti nelle proprie abitazioni con familiari, bambini ed animali al seguito. Questo ha rafforzato l’empatia, la vicinanza e la comprensione reciproca rendendo più evidente cosa da gioia e significato alle persone al di fuori dell’ambiente di lavoro. Questa migliore comprensione implica un modo diverso di gestire le persone che tenga conto sia delle aspirazioni personali oltre a quelle professionali. Significa essere più gentili e accomodanti e concentrarsi sui risultati piuttosto che sul tempo trascorso alla scrivania o sulle ore lavorate. E’ importante che i dipendenti sentano che l’azienda si interessa al loro benessere e dia spazio sia agli obiettivi personali che professionali. Una persona più completa che conduce una vita ricca e piena fuori dall’ufficio è anche un lavoratore migliore.

6. Offrire un supporto psicologico.

Il supporto dei professionisti della salute psicologica può essere un servizio fondamentale per i dipendenti specialmente in questo momento storico.

Per concludere

In conclusione possiamo dire che investire nel benessere dei dipendenti consentirà alle organizzazioni di gestire al meglio l’emergenza psicologica causata dalla pandemia e nel futuro di avere una forza lavoro più produttiva e di trattenere e attrarre meglio i talenti.

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Bibliografia

Ruiz-Frutos C, Ortega-Moreno M, Allande-Cussó R, Ayuso-Murillo D, Domínguez-Salas S, Gómez-Salgado J. Sense of coherence, engagement, and work environment as precursors of psychological distress among non-health workers during the COVID-19 pandemic in Spain. Saf Sci. 2021 Jan;133:105

Lavoro, ricerca Bva Doxa: il lockdown ha fatto crescere ansia e disagio, IlMessaggero.it

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