Doomscrolling. Quando essere (troppo) informati può nuocere al nostro benessere psicologico.

di Paola Arisci - Psychologists Selection & Head of Blog di Mindwork

In tempi di incertezza come quello in cui ci troviamo ora, l’informazione è uno dei nostri meccanismi di difesa più basilari. Essere informati ci fa sentire al sicuro e ci dà gli strumenti per sapere come affrontare una crisi. Tuttavia, troppe informazioni su una situazione negativa possono avere effetti psicologici avversi.

Cosa si intende per doomscrolling

Doomscrolling è un termine nuovo che si riferisce alla tendenza delle persone a continuare a navigare o a scorrere cattive notizie, anche se quelle notizie sono tristi, scoraggianti o deprimenti, mossi dalla paura e dall’ansia. In questi ultimi mesi molte persone si sono ritrovate a leggere in maniera compulsiva per ore le cattive notizie su COVID-19 senza la possibilità di fermarsi.

La parola Doomscrolling è stata menzionata per la prima volta su Twitter nel 2018, ed il termine è divenuto ormai popolare in questo momento storico. Che si stia scorrendo il social media preferito, come Facebook, Twitter, Linkedin o Instagram, o semplicemente si stiano seguendo le notizie sul web oppure consultando la fonte giornalistica preferita, si tratta sempre di doomscrolling.

Con il coronavirus in particolare, i consigli di funzionari sanitari e scienziati sono cambiati così spesso che è stato difficile seguire una singola teoria su un canale di informazione tradizionale. Il doomscrolling ha, in questo senso, incoraggiato le persone a educare se stesse e a cercare risposte a cui era difficile accedere.

Il funzionamento del nostro cervello

I nostri cervelli prestano istintivamente attenzione a qualsiasi situazione potenzialmente pericolosa come parte del bagaglio biologico della sopravvivenza. I nostri cervelli sono progettati per scansionare costantemente l’orizzonte alla ricerca di potenziali minacce. Poiché le minacce sono più importanti per la nostra sopravvivenza rispetto ad altre informazioni, prestiamo più attenzione alle cose negative che a quelle positive che ci possano mettere in pericolo.

L’incertezza innesca il desiderio di cercare informazioni per sentirsi più in controllo. Quando cerchiamo informazioni in questo stato, siamo particolarmente sensibili alle notizie angoscianti o emotivamente minacciose. Invece di aumentare il nostro senso di controllo, le notizie negative confermano le nostre paure, aumentano la nostra ansia e aumentano il nostro “bisogno di sapere”.

Essere costantemente esposti a questo tipo di notizie può essere un’esperienza intensa. Può causare sintomi come stress, problemi di sonno, stati d’animo variabili, comportamento aggressivo, depressione o persino stress post-traumatico.

Con questo non si vuole certamente demonizzare la rete, anzi, citando uno studio del 2019 si è constatato che non è la quantità di tempo sullo schermo che fa la differenza per la tua salute mentale, ma la sua qualità. L’uso dei social media per visualizzare notizie tragiche in cui non vi è interazione ma solo una lettura passiva è potenzialmente pericoloso per la nostra serenità. Mentre l’utilizzo finalizzato all’interazione e alla comunicazione anche di eventi tragici e tristi può portare addirittura a un senso di solidarietà e sollievo e ridurre la solitudine.

Cosa possiamo fare per bloccare il doomscrolling?

Non esiste un’unica soluzione per fermare completamente il problema del doomscrolling. Tuttavia, esistono una serie di abitudini che possiamo iniziare ad applicare per ridurre sia il tempo che passiamo a leggere cattive notizie sia gli effetti che ha su di noi.

La soluzione richiede uno sforzo attivo e concertato per fermare il comportamento auto-rinforzante. Inizia controllando con te stesso per assicurarti che qualunque cosa tu stia scorrendo sia in realtà un’informazione nuova e utile per la tua sicurezza. Inizia a monitorare l’impatto emotivo dello scorrimento, indipendentemente dalla fonte.

Staccarsi dalla fonte di notizie può aiutare a ripristinare il cervello. La pausa ti aiuterà a essere più critico e meno emotivo quando valuti ciò che stai vedendo. Chiediti:

  • Queste informazioni sono utili e pertinenti?
  • Come mi sento?
  • Il doomscrolling interferisce con altre cose che preferirei fare? O mi causa dei problemi (come per esempio essere arrabbiato)?

Con questo non sto affermando di ignorare eventi importanti, ma semplicemente di controllarle e scremare le notizie per utilità ed efficacia.

3 strategie pratiche per frenare l’abitudine al doomscrolling 

1. Spegni il telefono e sostituisci il doomscrolling con un’altra attività.

Puoi leggere un libro, meditare, ascoltare podcast o musica rilassanti, o trovare qualche altra distrazione che ti piace e che ti distolga dal controllo dei feed online.

2. Imposta i limiti per la consultazione di notizie.

Evita le notizie dopo cena, poiché aumenta lo stress serale e interferisce con il sonno.

Se ti senti agitato, ansioso o stressato evita di informarti o interrompi appena capisci il tuo disagio. Trova solo un arco temporale della giornata in cui ti dedichi alla lettura di notizie derivanti da fonti ufficiali qualsiasi sia l’argomento di cui ti vuoi informare.

3. Resta connesso con altre modalità.

Essere faccia a faccia con qualcuno, dal vivo o attraverso gli schermi, o semplicemente per telefono può essere un ottimo modo per ridurre lo stress e limitare lo “scorrimento compulsivo”. La condivisione delle proprie emozioni e preoccupazioni può essere una buona ricetta per preservare il proprio benessere.

Per concludere

La priorità di tenerci informati è indiscutibile. Tuttavia, per mantenere la nostra capacità di pensiero critico e la stabilità mentale per superare uno stato di crisi prolungato come questo che stiamo vivendo, è necessario assegnare alla salute mentale un posto più elevato nella scala delle priorità. Mantenere abitudini più controllate per informarsi è un buon primo passo.

È utile essere informati ma non è necessario essere sopraffatti!

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Bibliografia

Doomscrolling is Slowly Eroding your Mental Health, Wired

Doomscrolling, SDA Bocconi

K. KarsayD. SchmuckJ. MatthesA. Stevic, Longitudinal Effects of Excessive Smartphone Use on Stress and Loneliness: The Moderating Role of Self-Disclosure, National Center for Biotechnology Information

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