Disturbo ossessivo-compulsivo e lavoro. Riconoscere tratti di personalità per distinguerli dal perfezionismo.

di Paola Arisci - Psychologists Selection & Head of Blog di Mindwork

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (OCPD) si caratterizza in base ad alcuni specifici tratti di personalità: preoccupazione per i dettagli, eccessiva devozione per il lavoro, estrema coscienziosità, difficoltà a delegare compiti, avarizia, testardaggine e rigidità.

Caratteristiche

Le persone con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità presentano una rilevante compromissione della vita lavorativa, relazionale ed affettiva.

Da un punto di vista lavorativo, la tendenza al perfezionismo ed all’organizzazione dettagliata delle attività da svolgere interferisce notevolmente con la capacità di portare a termine i compiti programmati e di prendere decisioni. Nello stesso tempo, la riluttanza a delegare ad altri lo svolgimento dei compiti, unitamente all’aspettativa che gli altri aderiscano rigidamente alle proprie regole e metodi, rende la collaborazione e la cooperazione con tali pazienti estremamente complessa.

Da un punto di vista relazionale, l’eccessiva dedizione al lavoro ed alla produttività, porta le persone con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità ad escludere le attività di svago e le amicizie. La difficoltà ad esprimere emozioni di calore e di premura verso gli altri, unitamente alla mancanza di generosità, porta tali soggetti a strutturare relazioni interpersonali il più delle volte formali e superficiali.

Quali sono i sintomi?

La persona con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità presenta almeno cinque dei seguenti sintomi in una varietà di contesti:

  • Ansia.
  • Difficoltà a esprimere stati d’animo ed emozioni.
  • Preoccupazione per i dettagli, regole, liste, ordine, organizzazione e difficoltà a individuare le priorità con conseguente perdita dell’obiettivo principale.
  • Eccessivo perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti.
  • Senso di colpa nel caso in cui non ha soddisfatto gli standard lavorativi.
  • Critica eccessiva e insoddisfazione per se stessi e per i propri risultati.
  • Eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività a discapito di attività di svago e di amicizia.
  • Difficoltà a empatizzare, ovvero a comprendere e ad apprezzare idee, sentimenti e comportamenti altrui.
  • Coscienziosità, scrupolosità, rigidità morale, etica o valoriale.
  • Difficoltà a scartare oggetti usurati o senza valore, anche quando non hanno alcun valore sentimentale.
  • Riluttanza a delegare compiti o a lavorare con gli altri salvo che non si sottomettano o assecondino il suo modo di fare le cose.
  • Avarizia: il denaro è visto come qualcosa da accumulare per fronteggiare catastrofi future.
  • Rigidità, testardaggine, tendenza al controllo e passività.

Queste caratteristiche sono presenti in un gran numero di persone e possono rivelarsi funzionali in certi ambiti della vita, come il lavoro; quando però interferiscono con la capacità di lavorare e di sviluppare relazioni intime, è possibile la presenza di un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.

Il disturbo al lavoro

“Passo troppo tempo cercando di fare le cose alla perfezione.”

“Lavoro così tanto che non ho più tempo per nient’altro”.

“Di solito cerco di convincere le persone a fare le cose a modo mio”.

Queste frasi sono caratteristiche ed emblematiche di chi ha tale disturbo di personalità.

I lavoratori ossessivo-compulsivi sono difficili da riconoscere sul posto di lavoro. Di solito lavorano sodo, si considerano produttivi e appropriati e incolpano gli altri che vedono come meno che perfetti. I problemi sono più comunemente segnalati da colleghi e subordinati, e meno spesso sono immediatamente riconoscibili dai loro superiori.

Manifestazione del disturbo

Molti dei tratti dell’OCPD, come la preoccupazione per i dettagli e l’organizzazione o il bisogno di perfezione, si sposano bene nella maggior parte dei contesti lavorativi. È spesso il caso che le persone che trascorrono del tempo al lavoro al di fuori del loro orario per rivedere il proprio lavoro e assicurarsi che sia “perfetto” e quando vengono lodati per questo il loro comportamento viene rafforzato. Tuttavia, le loro relazioni interpersonali soffrono molto. Ciò può essere dovuto al mancato equilibrio tra lavoro e vita privata, ma tipicamente include anche relazioni tese con colleghi e manager a causa degli standard rigidamente elevati che le persone con OCPD mantengono per sé e per gli altri.

Un altro problema comune per le persone affette da OCPD è che sono così presi dai dettagli che perdono di vista l’obiettivo più ampio e possono trascorrere ore di straordinario o cercare di estendere le scadenze sui progetti costantemente per evitare di inviare lavori scadenti.

Nel tentativo di controllare i risultati facendo il lavoro da soli o spendendo tempo ed energie preoccupandosi o controllando il lavoro degli altri, i perfezionisti sono inclini a perdere tempo e offendere gli altri. In tal modo, comunicano inavvertitamente che non si fidano del lavoro degli altri o credono che il loro lavoro non sia abbastanza buono.

Il solo caso in cui le persone con OCPD eccellono professionalmente è quando lavorano da soli, poiché sono disposti a spingersi oltre per produrre lavori di alta qualità.

Cosa possono fare HR e team leaders?

Ovviamente nel lavoro non si può parlare di diagnosi, ma se si capisce di avere in azienda una persona con queste caratteristiche è giusto adottare qualche strategia per il benessere della stessa persona e di quelle che lo circondano.

  • Evitare di promuovere e celebrare gli atteggiamenti stacanovistici e favorire invece il giusto bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata.
  • Parlare con la persona per capire se consapevole del proprio modus operandi e darle un feedback costruttivo al fine di prendere in mano la propria situazione lavorativa e personale.
  • Rivedere il ruolo che occupa la persona in azienda. Se ha un ruolo di leadership potrebbe non essere funzionale per l’azienda in quanto incapace di gestire la delega e dimostrarsi tollerante ed empatica nei confronti dei propri collaboratori.
  • Il frequente feedback e i colloqui con i dipendenti possono portare a conoscenza di problematiche di questo tipo e pertanto possono essere affrontate tempestivamente in modo strategico e funzionale.

Cosa può fare la persona con disturbo ossessivo di personalità?

Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo. Lo specialista aiuterà la persona a vivere una vita più intenzionale, meno focalizzata sul controllo, il perfezionismo e il lavoro.

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Bibliografia

American Psychiatric Association. DSM-5. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.

Dèttore, D. Il disturbo ossessivo-compulsivo. Caratteristiche cliniche e tecniche di intervento. McGraw-Hill.

Mancini, F. (Ed.), La mente ossessiva. Curare il disturbo ossessivo-compulsivo. Raffaello Cortina Editore.

MentalHealth.com

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