5 consigli per prepararsi alle ferie e viverle lontano dall’ansia.

di Paola Arisci

Aspettiamo le ferie estive tutto l’anno per staccare la spina, riposarci, rigenerarci, ma poi spesso, più si avvicina il primo giorno di ferie e più ci assale una sensazione di disagio e di allarme tra cui nervosismo, ansia, tensione, irritabilità: ecco i sintomi dell’ansia da ferie o ansia da separazione dal lavoro.

Molto spesso l’ansia è generata da pensieri riguardanti l’ambito lavorativo: ci preoccupiamo di non aver lasciato le carte a posto, di aver lasciato in sospeso una risposta, ci chiediamo come saranno gestiti gli imprevisti al posto nostro. C’è la preoccupazione delle infinite cose da sistemare che ci impedisce di andare in ferie  in  tutta serenità: capita quindi che si è già in vacanza ma il pensiero va di continuo alle scadenze e alle pratiche che si dovranno affrontare al rientro.

Poi come da rituale ci sentiamo dire dal nostro responsabile qualche giorno prima delle ferie:“dobbiamo chiudere il progetto prima che vada in ferie”, “inviamo tutti i report, i contratti, le mail”, “programmiamo le riunioni per assegnare tutti i compiti in modo che al rientro dalle ferie tutti sappiano cosa fare” ecc…

In questa frenesia, non si considera un aspetto fondamentale: le persone saranno assenti al massimo 15 giorni lavorativi, non 150! I giorni passeranno in fretta e, salvo casi eccezionali, non succederà nulla di irreparabile. E se anche ci fosse un’urgenza, tutto si può risolvere con una telefonata!

Tutti i livelli gerarchici possono esserne colpiti, non c’è distinzione di genere e di ruolo.

Perché ci assale l’ansia quando dobbiamo andare in ferie?

Fondamentalmente per tre motivazioni principali:

  1. Rottura della routine. La novità genera paura, non abbiamo più i nostri ritmi scanditi, le nostre certezze giornaliere, insomma usciamo dalla nostra zona di confort portandoci dietro ansia e stress.
  2. Timore di perdere il controllo. Lasciando il posto di lavoro per qualche giorno può insorgere la paura di non ritrovare al nostro rientro per esempio le pratiche come le abbiamo lasciate, di non essere stato coinvolto in una decisione importante, e così via.
  3. Paura del giudizio degli altri. Abbiamo paura di essere giudicati in base a ciò che abbiamo lasciato in sospeso o che non abbiamo pianificato o preventivato.

Perché invece è necessario andare in ferie?

Citerò tre aspetti positivi nell’andare in ferie che portano benefici in ambito lavorativo:

  1. Aumenta la produttività. Essere produttivi al lavoro significa utilizzare il tempo a disposizione nel migliore dei modi e non coincide con il passare tante e tante ore in ufficio. Pertanto, le imprese più produttive sono quelle in cui i dipendenti possono prendersi più giorni di vacanza. Questo senso di soddisfazione viene reinvestito nella produttività, creando anche un ambiente di lavoro migliore.
  2. Genera nuove idee. Qualsiasi interruzione della routine fa bene al nostro cervello: un periodo di vacanza è necessario per promuove la nascita di nuove idee attraverso nuovi ritmi, nuovi contatti e nuovi contesti.
  3. Ci aiuta a prendere decisioni migliori. Non avere ritmi incalzanti, essere più rilassati e avere più tempo per riflettere ci aiuta a vedere le situazioni da vari punti di vista, diminuendo così il rischio di prendere delle decisioni azzardate.

5 consigli per gestire l’ansia da ferie.

  1. Organizza il tuo lavoro. 

Durante gli ultimi giorni di lavoro pianifica per tempo le attività che resteranno in sospeso o in mano ad altri colleghi. In previsione delle proprie ferie è naturale accelerare i ritmi lavorativi se devi staccare davvero la spina.

  1. Pianifica il rientro.

Fai un elenco delle priorità da prendere in mano al tuo ritorno. In questo modo eviterai di passare gli ultimi giorni di vacanza in ansia, focalizzandoti su ciò che ti aspetta quando sarà finita.

  1. Non ostacolare l’ansia.

Ricordati che l’ansia ci aiuta a difenderci dai pericoli e ci incoraggia ad agire e a restare lucidi per poter dare il meglio di noi. Accetta dunque questa sensazione senza giudicarti negativamente. Per contenerla puoi provare a mettere in atto semplici tecniche di rilassamento basate sulla concentrazione e sulla respirazione.

  1. Goditi i giorni di ferie senza anticipare mentalmente il momento del rientro.

Se durante le ferie pensi spesso e volentieri al giorno di rientro al lavoro c’è sicuramente il rischio di alimentare la cosiddetta “ansia del rientro” (post vacation blues) con conseguenze negative sul benessere psicologico. Proiettarti nel futuro (come al contrario pensare sempre al passato) è il modo migliore per non godere del presente e di gli aspetti positivi che abbiamo intorno a noi.

  1. Se l’ansia è eccessiva, chiedi aiuto. 

Se l’ansia sta intralciando la tua vita è un problema che richiede un’attenzione urgente: con l’aiuto di uno psicologo troverai soluzioni efficaci. Il tuo benessere deve essere una priorità.

Per concludere

Voglio condividere con voi le parole di un giovane imprenditore che durante una seduta condivise con me le sue ansie e paure che non sono altro che il sunto di quanto ho scritto: “Durante le ferie mi sento in colpa, i miei dipendenti penseranno che io mi sto divertendo e che loro devono lavorare. Mi sembra di perdere il controllo, sono in apprensione, in ansia, penso sempre alla mia azienda, ho paura che accada qualche imprevisto durante la mia assenza. Poi però penso e mi convinco che se un’azienda vuol crescere in modo sano deve sapere fare a meno di chiunque per qualche giorno, perché le ferie sono un momento in cui possono nascere nuove energie, nuove idee e nuovi contatti”.

Auguro a tutti di godere del meritato riposo che è fondamentale per l’organizzazione per cui lavorate.

Bibliografia

Umberto Longoni, L’ansia non è un difetto. Come affrontarla con ironia e nuove strategie

Toto Magliozzi, Smart Travelling: Trucchi, segreti e strategie per il viaggiatore moderno

Mario Perini, Lavorare con l’Ansia Costi emotivi nelle moderne organizzazioni

Gianna Schelotto, Nostra ansia quotidiana

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