Giornata Mondiale della Felicità. Un giorno per ricordare cosa significa essere felice per esserlo ogni giorno.

di Paola Arisci

Oggi 20 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Felicità, evento che è stato istituito il 28 giugno del 2012 dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La data è stata scelta  perché è l’equinozio di primavera, un appuntamento sentito da gran parte delle popolazioni della terra. 

Che cos’è la felicità

Quando ho pensato di scrivere un articolo sulla felicità mi sono venuti in mente due libri che hanno cambiato la mia idea sulla felicità stessa e sono la base di quello che leggerete, che sono: “La trappola della felicità” (Harris Russ ) e “Il vantaggio della felicità” (Shawn Achor ).

Il primo libro mi ha incuriosita con le affermazioni “E se tutto quello che hai sempre pensato sulla felicità fosse sbagliato?” “Se scoprissi che molte delle cose che fai per essere felice in realtà non fanno altro che renderti infelice?”

Il secondo libro ha capovolto un paradigma di cui ero certa ossia che sarei diventata felice se avessi avuto:

  1. un lavoro fantastico
  2. avuto un aumento di stipendio
  3. fatto quel viaggio
  4. perso i chili di troppo
  5. etc… 

Ma recenti scoperte nel campo della psicologia positiva hanno dimostrato che questa formula è in realtà capovolta: l’essere felici porta ad avere successo nella vita e ad ottenere quello che si desidera!

Pertanto il mio attuale paradigma è diventato così se sono felice e positiva:

  1. mi approccio al mercato del lavoro in maniera propositiva e ho più probabilità di trovare il lavoro dei miei sogni;
  2. ho un approccio più performante quindi sarà più probabile avere un aumento di stipendio;
  3. adotto delle strategie organizzative migliori per pianificare un viaggio;
  4. sono più motivata e determinata a perdere i chili di troppo etc… 

L’importanza di essere felici

Le tante ricerche della psicologia positiva dimostrano che quando siamo positivi, il nostro cervello diventa più impegnato, creativo, motivato, energico, resistente e produttivo. 

Ma deve diventare un modo di essere e di vivere.

Non dobbiamo per forza ricercare a tutti i costi la felicità perché è un circolo vizioso che ci spinge a dedicare il nostro tempo, la nostra energia, la nostra vita, a una battaglia persa in partenza: quella contro i pensieri e le emozioni negative.

Vivere comprende per forza avere anche emozioni spiacevoli come rabbia, ansia, paura, fatica. Possiamo accettarlo, e agire per costruire la nostra felicità oppure possiamo continuare a ricorrere la felicità scappando da tutte le emozioni spiacevoli per poi scoprire che è proprio questo continuo tentativo di fuga a intrappolarci. Presto o tardi tutti dovremo affrontare crisi, delusioni e insuccessi. Questo significa che, in un modo o nell’altro, tutti abbiamo pensieri e sentimenti dolorosi. La buona notizia è che, anche se non possiamo evitare questo dolore, possiamo imparare ad affrontarlo molto meglio a fargli spazio, a ridurre i suoi effetti e a crearci una vita che valga ugualmente la pena di essere vissuta.

3 miti sulla felicità

Secondo Harris siamo vittime di quattro falsi miti sulla felicità. Quattro idee sbagliate che non fanno altro che renderci sempre meno felici:

  1. Gli altri sono più felici
    Pensiamo che tutte le persone che conosciamo sono più felici di noi e questa convinzione produce ancora più infelicità.
  2. Se non sei felice allora hai qualcosa che non va
    Se non sei felice vuol dire che hai un problema o una debolezza, una malattia. E credere questo ci rende ancora più infelici.
  3. Dobbiamo liberarci dei sentimenti negativi
    Dobbiamo essere sempre raggianti e al top e dobbiamo quindi scacciare tutte le emozioni negative. Ma sappiamo bene che tutti i progetti importanti della vita comportano fatica e sofferenza. Se credi a questo mito, dice Harris, sei in un grosso guaio perché è quasi impossibile costruirsi una vita migliore se non si è pronti a provare emozioni spiacevoli.

Programmiamo il cervello per la felicità

Vi propongo un paio di semplici tecniche tratte dal libro di Achor progettate per aiutare a riprogrammare il cervello per la felicità.

  1. Tenete un diario della gratitudine. La sera prima di andare a dormire scrivete sul vostro diario della gratitudine. Dedica due minuti al giorno alla scansione del mondo cercando tre nuove cose per cui essere grato. Dopo 21 giorni le azioni diventano abitudine e il nostro cervello si abituerà a pensare in positivo. 
  2. Aggiungete sorrisi. Quando sorridiamo il nostro cervello riceve il segnale che ora siamo felici. Possiamo coltivare l’abitudine di sorridere più spesso scegliendo di sorridere almeno tre volte al giorno in situazioni in cui normalmente non sorridiamo (ad esempio alla fermata dell’autobus).
  3. Siate gentili. Per due minuti ogni giorno, inizia a lavorare scrivendo  per due minuti una e-mail o un messaggio di lode o di                ringraziamento ad una persona che conosci. E fallo per una persona diversa ogni giorno.
  4. Meditare. La meditazione è spesso considerata un’abitudine importante per migliorare la concentrazione e la capacità di attenzione, oltre a contribuire a mantenere la calma. Risulta anche utile per migliorare la tua felicità: la meditazione cancella letteralmente la tua mente e ti calma. Spesso è stato dimostrato che è il modo più efficace per vivere una vita più felice.

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Per concludere

Questa giornata ci deve ricordare che tutti abbiamo il diritto di essere felici, ma per esserlo dobbiamo allenarci continuamente alla resilienza ed adottare nuovi paradigmi mentali. Concludo con una frase molto significativa che esemplifica quanto scritto sin’ora “la felicità è un percorso, non una destinazione” (Madre Teresa di Calcutta).

Dai un’occhiata a questo estratto del nostro workshop “Allenati a essere felice“. Contattaci per avere maggiori informazioni.

Bibliografia

Harris Russ,  La trappola della felicità. Erickson

Shawn Achor, Il vantaggio della felicità. Erickson

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