Covid-19 e genere. Le differenze negli effetti della pandemia su donne e uomini.

A causa dello scoppio della pandemia di Covid-19 i disagi subiti e le sofferenze dalle persone sono state notevoli, soprattutto in seguito al lockdown utilizzato per rallentare la diffusione della malattia. Questo articolo nasce a seguito della lettura di una ricerca fatta nelle Università di Cambridge, Oxford e Zurigo tra marzo ed aprile 2020, svolto su un campione di quasi 15.000 persone residenti in America e nel Regno Unito. Ho trovato interessante lo studio sulle differenze di genere nell’affrontare il divieto di uscire di casa e di interagire con le altre persone.

Questo studio ha rivelato una netta differenza nel modo in cui l’infelicità viene distribuita tra i due sessi. E’ stato rilevato come le donne affrontino e vivano in modo meno sereno la pandemia e il lockdown.

In riferimento alla salute psicologica negli USA vi erano già delle differenze di genere già prima della pandemia, ma si è ulteriormente ampliato successivamente aumentando del 66%.

Ipotesi sulle differenze di genere nell’affrontare psicologicamente la pandemia

Ci possono essere tante ipotesi per cui le donne stiano soffrendo di più a causa delle conseguenze da pandemia. Eccone alcune:

  • Con le scuole chiuse, la maggior parte delle donne stanno accudendo i propri figli e gestendo le attività scolastiche a distanza. In conseguenza di ciò le donne potrebbero lavorare di meno o rinunciare del tutto al proprio lavoro. Oppure chi non può rinunciare al lavoro o ridurlo si può sentire frustrata dal non poter accudire e gestire al meglio i propri figli.
  • Ricerche precedenti hanno scoperto che le donne, anche lavoratrici, tendono a svolgere maggiormente rispetto agli uomini le faccende domestiche. Viene da se che, con le famiglie bloccate a casa, le attività come pulire, cucinare e riordinare aumentino.
  • Le donne rispetto agli uomini hanno perso in numero maggiore il proprio lavoro.

Lo stupore dei ricercatori

Però la cosa che ha stupito i ricercatori è che il fatto che le donne siano soffrendo più degli uomini non sia correlata a nessuna delle ipotesi citate.

Infatti i ricercatori hanno verificato se gli intervistati avessero avuto dei tagli retributivi o perdite del lavoro. Hanno controllato la presenza nel nucleo familiare di bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni per valutare l’attività di assistenza agli stessi. Inoltre, hanno ulteriormente intrecciato i dati dei morti locali per Covid-19, per verificare se l’alta mortalità fosse un fattore di ansia e preoccupazione maggiore. Ma nessuna di queste variabili ha spiegato il modo in cui le donne stiano soffrendo di più rispetto agli uomini.

Anzi ci sono dati oggettivi che fanno pensare che gli uomini possano essere più ansiosi e preoccupati rispetto alle donne. Per esempio, complessivamente, più uomini muoiono per la malattia rispetto alle donne, oppure è anche statisticamente più probabile che sia l’uomo che potrebbe soffrire maggiormente di stress lavoro correlato, visto che la percentuale degli uomini che lavorano è più alta rispetto alle donne e che gli uomini ricoprono maggiormente posizioni di potere (a riguardo ci sono una marea di dati di ricerche svolte in tutto il mondo). Invece non è così, gli uomini sembrano stare meglio psicologicamente rispetto alle donne.

In generale, nella letteratura più ampia, le donne mostrano già più infelicità  rispetto agli uomini, quindi è possibile che la pandemia abbia reso più estremi dei fattori che erano già presenti.

Altre pubblicazioni hanno inoltre sottolineato, già da tempo, il fatto che le donne potrebbero essere abili nell’identificare i sentimenti di tristezza con una forte capacità di introspezione.

Ad ogni modo, ci vorranno più ricerche per scoprire perché il lockdown sta avendo un effetto così sproporzionato sulla felicità delle donne. Ad oggi, studi alla mano, non abbiamo risposta certa.

La violenza domestica

Nella ricerca però non è stata indagata la violenza domestica, fattore molto utile per cercare di capire il fenomeno. In effetti molti studi rilevano un aumento della violenza domestica quando vi è un incremento del livello di stress psicologico e finanziario e un aumento del grado di incertezza che riguarda la propria vita.

Generalmente gli episodi di violenza riguardano l’arco temporale in cui la vittima e il suo carnefice stanno insieme in un periodo temporale lungo, come nei weekend e durante le vacanze. Quindi il lockdown è stato sicuramente un terreno fertile per dare vita a tale violenza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’emergenza coronavirus ha causato un grosso incremento nei casi di violenza domestica e il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres si è appellato ai governi perché intervengano per contrastare il drammatico aumento delle violenze domestiche durante la pandemia affermando che “per molte donne e ragazze, la minaccia incombe proprio dove dovrebbero essere più sicure: nelle loro case”.

Per concludere

In ogni caso, in attesa di nuove ricerche per capire meglio il fenomeno, mi piace pensare che è sempre il momento giusto per riflettere sulle differenze di genere e parlarne può essere utile per cercare di migliorare la condizione delle donne stesse, ponendole effettivamente sullo stesso piano sociale ed economico degli uomini.

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Bibliografia

Lockdown is damaging mental health but only for women, qz.com

Adams-Prassl, A., Boneva, T., Golin, M. and Rauh, C., The Impact of the Coronavirus Lockdown on Mental Health: Evidence from the US, The Cambridge-INET Institute (Working Paper)

Women bear brunt of coronavirus economic shutdown in UK and US, University of Cambridge

For Women’s History Month, a look at gender gains – and gaps – in the U.S., Pew Research Center

Deborah M. Capaldi, Naomi B. Knoble, Joann Wu Shortt, Hyoun K. Kim, A Systematic Review of Risk Factors for Intimate Partner Violence, National Institute of Health

COVID-19 and violence against women, World Health Organization

UN chief calls for domestic violence ‘ceasefire’ amid ‘horrifying global surge’, United Nations

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