Quando la maternità non porta felicità. La depressione post-partum.

di Paola Arisci

  • Lunedì 18 Novembre 2019

  • Depressione

  • Tempo di lettura: 4 min

Diventare mamma non sempre è un momento felice, molte donne hanno ancora difficoltà ad ammetterlo e a chiedere aiuto, in un mondo dove una mamma che ha appena partorito deve essere subito una “mamma felice” e i neogenitori devono essere subito dei “genitori efficaci”. Spesso nel corso dei nove mesi si idealizza il lieto evento con tanta emotività e con una carica di aspettative positive che poi come per magia spariscono nel momento in cui il piccolo è tra le sue braccia. Senza una guida di un professionista non sempre è chiaro dove si trova il confine tra baby blues e depressione post partum vera e propria.

Cosa si intende per Baby Blues? 

Il baby blues o detto anche “sindrome del terzo giorno” perché contemporaneo alla montata lattea, è determinato infatti dalla caduta dei livelli ormonali di estrogeni e progesterone. I sintomi possono essere quelli di una tendenza depressiva e con una debolezza emotiva che si manifesta in pianti improvvisi, irritabilità, sentimenti di inadeguatezza, ansia e insonnia. Generalmente il baby blues tende a risolversi spontaneamente entro i dieci giorni dalla nascita. Se questi sintomi durano più a lungo o iniziano più tardi, allora potrebbe trattarsi di una depressione post partum.

Depressione post partum: segnali e sintomi

La depressione post partum è un tipo di depressione che molti genitori (sia madri che padri anche se per questi ultimi è meno probabile) sperimentano dopo aver avuto il bambino. E’ un problema comune che colpisce il 10-15% delle donne durante il primo anno del bambino e può manifestarsi anche sino ai 4-6 mesi dopo il parto.

Le madri con depressione post partum provano dei sentimenti di profonda tristezza, ansia e stanchezza che possono interferire con la capacità di prendersi cura di se stessa e del bambino.

I sintomi possono essere i seguenti:

  • Umore depresso (sentirsi tristi, senza speranze e vuoti).
  • Piangere spesso e senza una ragione apparente.
  • Anedonia (perdita di interesse per le attività che di solito sono piacevoli, calo della libido).
  • Difficoltà a concentrarsi, a riuscire a ricordare dettagli e a prendere delle decisioni.
  • Sentirsi eccessivamente ansiosi e preoccupati.
  • Mangiare troppo o troppo poco con conseguente modificazione del peso.
  • Alterazione del sonno (aumento o riduzione dei tempi di sonno, addormentarsi o non essere in grado di dormire quando il bambino dorme).
  • Frequenti dolori fisici, come per esempio mal di testa, problemi di stomaco, dolori muscolari e mancanza di energia.
  • Sentirsi lunatici, agitati, irritabili o irrequieti.
  • Sperimentare sentimenti di rabbia.
  • Isolamento sociale.
  • Difficoltà a legarsi con il bambino o a formare con lui un attaccamento emotivo.
  • Sentimenti di colpa e di inutilità uniti ad una bassa autostima (dubbi sulla propria capacità di prendersi cura del bambino).
  • Pensieri ricorrenti di morte o di suicidio (pensare di fare del male a se stessi e al bambino).

In generale, per formulare una diagnosi di depressione post partum devono essere presenti almeno cinque di questi sintomi, ed essere presenti e preesistenti ogni giorno per almeno due settimane.

Cause e fattori di rischio

La depressione post partum non ha solamente una causa, ma probabilmente deriva da una combinazione di fattori fisici ed emotivi.

Alcune donne possono avere maggiori probabilità di sviluppare la depressione post partum perché presentano uno o più fattori di rischio che includono:

  • Sintomi di depressione durante o dopo una precedente gravidanza.
  • Storia psicopatologica pregressa.
  • Familiarità psichiatrica (un membro della famiglia a cui è stata diagnosticata una depressione o un’altra patologia mentale).
  • Un evento di vita stressante durante la gravidanza o poco dopo il parto, come perdita del posto di lavoro, morte di una persona cara, violenza domestica o malattia personale.
  • Complicazioni mediche durante il parto, tra cui parto prematuro o avere un bambino con problemi di salute o con un temperamento difficile.
  • Sentimenti contrastanti sulla gravidanza, gravidanza non programmata o indesiderata.
  • Gravidanze ravvicinate.
  • Impossibilità ad allattare il bambino.
  • Una mancanza di forte sostegno emotivo da parte del coniuge, partner, famiglia o amici.
  • Relazione conflittuale con il partner.
  • Abuso di alcol o droghe.

Ciascun fattore di rischio assume un significato in relazione al soggetto, alla sua cultura, alla sua resilienza e al momento e durata del suo impatto.

La depressione post partum ha un forte impatto sulla coppia e sulla relazione madre-bambino e può colpire qualsiasi donna.

5 consigli per affrontare al meglio la depressione post partum

  1. Chiedi aiuto ad uno psicologo ed in famiglia alle prime manifestazioni della depressione. Con il giusto supporto terapeutico la maggior parte delle donne supera questo periodo delicato.
  2. Non auto colpevolizzarti. Ricorda che non è colpa tua può succedere a tutti di avere la depressione post partum e non per questo sei un cattivo genitore.
  3. Prenditi del tempo libero. Può succedere di sentirsi sopraffatti dalle cure del bambino, invece di affrontare questo stress in solitudine, è una buona soluzione chiedere aiuto. Per esempio lascia che anche il tuo partner o un adulto di fiducia si prenda cura del bambino e dedicati a fare una passeggiata, andare al cinema, fare un pisolino o tutto quello che ti piace fare e di cui ti senti che hai bisogno.
  4. Fai attività fisica. Le tantissime ricerche a riguardo, convengono nel dimostrare che fare esercizio fisico può avere un effetto antidepressivo. Puoi allora iscriverti in palestra oppure fare esercizi anche in casa. Inoltre il camminare è risultato essere un modo statisticamente significativo per alleviare l’umore basso. Potresti allora uscire all’aria aperta e fare due passi con il tuo bambino nel passeggino e respirare aria fresca. Farà sicuramente bene sia a te che a lui.
  5. Cerca di non isolarti. Il potere dell’interazione sociale nell’uomo è innegabile, quindi cerca di uscire e per parlare con altri adulti o con altre mamme per confrontarti.

E’ indispensabile comprendere che spesso ci vuole tempo per adattarsi a diventare genitore e purtroppo (o per fortuna!) non ci sono i manuali di istruzione.

Richiedi un colloquio se vuoi approfondire o hai necessità di una consulenza/aiuto in riferimento alla depressione post partum.

Bibliografia

Anniverno, A. Bramante, G Petrilli, C. Mencacci (a cura di). Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale. Edizioni O.N.Da

Biondi (a cura di). DSM-5 Manuale diagnostic e statistic dei disturbi mentali. Cortina Raffaello

Giorgetti. Depressione post partum: guida base, trattamenti e test

Monti, F. & Agostini, F. La depressione post natale.  Carocci.

Zaccagnino M. I disagi della maternità: Individuazione, prevenzione e trattamento. Franco Angeli.

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